Redditometro, le ricevute da conservare
Non saranno presi in considerazione gli scostamenti tra spese e reddito dichiarato pari a mille euro al mese. I controlli effettuati con il redditometro saranno 40 mila l'anno
L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che i controlli effettuati con il redditometro saranno 40 mila l’anno e non saranno presi in considerazione gli scostamenti tra spese e reddito dichiarato pari a mille euro al mese, quindi 12 mila euro l’anno. Il nuovo redditometro prende in considerazione circa 100 voci di spesa, secondo parametri distinti in 11 tipologie famigliari per un totale di 55 profili.
Bisogna fare attenzione alle ricevute di pagamenti. Tra quelle da conservare ci sono sicuramente i documenti (assegni e bonifici) che dimostrano i pagamenti fatti da terzi, le donazioni, i regali in denaro e il pagamento delle rate del mutuo. È dunque importante lasciare una traccia documentale del pagamento fatto da altre persone (ad esempio le bollette pagate da amici o parenti).
È meglio conservare le ricevute di pagamento delle rette scolastiche, dell’acquisto di elettrodomestici, delle bollette e quelle per auto, moto assicurazioni e viaggi. Non è necessario conservare gli scontrini relativi a beni alimentari, libri, beni per la casa (pentole, biancheria, detersivi etc etc), giocattoli e prodotti hi fi e quelli per acquisti superiori a 3.600 euro perché affluiscono direttamente dall’anagrafe tributaria.
È meglio conservare le ricevute di pagamento delle rette scolastiche, dell’acquisto di elettrodomestici, delle bollette e quelle per auto, moto assicurazioni e viaggi. Non è necessario conservare gli scontrini relativi a beni alimentari, libri, beni per la casa (pentole, biancheria, detersivi etc etc), giocattoli e prodotti hi fi e quelli per acquisti superiori a 3.600 euro perché affluiscono direttamente dall’anagrafe tributaria.
Si partirà con gli accertamenti sui redditi del 2009 inseriti nelle dichiarazioni del 2010.
Una pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza 23544/2012) viene incontro al contribuente perché riconosce al redditometro la natura di presunzione semplice e quindi l’onere di provare il maggior reddito spetterà all’ufficio che esegue gli accertamenti.
Una pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza 23544/2012) viene incontro al contribuente perché riconosce al redditometro la natura di presunzione semplice e quindi l’onere di provare il maggior reddito spetterà all’ufficio che esegue gli accertamenti.
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