Delitto Camboni, 28 anni per l’ex maresciallo

Uccise la figlia e ferì gravemente il figlio. Picchiava la moglie e non accettava la separazione. Otto ore di camera di consiglio, la giuria ha escluso la premeditazione

La corte d’assise di Varese – dopo otto ore di camera di consiglio – ha condannato a 28 anni di reclusione Mario Camboni, l’ex maresciallo della guardia di finanza che il 24 aprile del 2011 uccise a coltellate la figlia Alessandra e ferì gravemente il figlio Federico nello stesso agguato. Il pm Luca Petrucci ha ottenuto una pena dura anche se è stata esclusa la premeditazione e l’aggravante della crudeltà. Terribile il contesto sottolineato anche dalle parti civili, ovvero il rapporto che si era logorato tra Camboni e la moglie. Come ha ricordato una delle parti civili, Camboni era violento con la moglie, e in interrogatorio ha confermato che le dava qualche «pugnetto o schiaffetto». Manifestazioni che lui considerava un modo per scuotere la consorte dal torpore. Avrebbe infine detto: «Se restava con me, vuole dire che non le dava tanto fastidio». L’accusa aveva chiesto per Camboni tre aggravanti. La crudeltà, l’aver agito contro familiari e la premeditazione (foto, il pm Petrucci).

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Pubblicato il 18 Febbraio 2013
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