I lavoratori del Comune tornano a farsi sentire
Ancora aperta la vertenza con Palazzo Borghi. Ora i rappresentanti dei lavoratori puntano a mettere in crisi i partiti della maggioranza, a suon di volantinaggi. "I dirigenti del Comune come Marchionne"
Il malumore dei lavoratori del Comune di Gallarate torna a farsi sentire. Dopo mesi di vertenza tra alti e bassi, i dipendenti comunali alzano il tiro e promettono battaglia anche contro i partiti: «La risposta dell’amministrazione alle nostre richieste – attacca Paolo Schiavone, della Rsu (a destra nella foto)- è all’insegna del chissenefrega di quel che dicono i lavoratori, chiamati solo a firmare alla fine». I rappresentanti dei lavoratori attaccano, appunto, anche i partiti: «Qual è il concetto di equità di Pd e Sel? Che si taglia a chi prende meno e non a chi prende di più?». Un riferimento al diverso trattamento dei dirigenti, denunciato dalla Rsu già lo scorso anno.
E se la risposta ai partiti passa per i volantini che i lavoratori stanno distribuendo già da sabato scorso, i riferimenti critici ai dirigenti comunali non sono meno diretti: la Rsu raccolta intorno a Schiavone si scaglia contro «i due piccoli Marchionne», con riferimento al segretario generale Maristella Morri e al dirigente del settore programmazione e organizzazione, Emiliano Bezzon. «Abbiamo chiesto di verificare dove ci siano mancanze di personale. A fronte di questo, ci siamo ritrovati con gli spostamenti di uffici» continua Schiavone. «A Palazzo Broletto sembra di giocare a domino: assessore e dirigente vogliono vicino le loro "posizioni organizzative" e il personale. Siamo tornati al 1600, come metodi»
I lavoratori chiedono garanzie sul fondo di dotazione del 2013, ma non vogliono accettare il taglio retroattivo del fondo 2012 e 2011, bloccato dal Comune. «La rottura non è stata solo con la Rsu, ma con il livello provinciale di Cgil-Cisl-Uil e sindacato di base», dice ancora Schiavone. Nella giornata di lunedì (poche ore dopo la conferenza stampa della Rsu) è arrivata anche una nota dell’Amministrazione comunale, che «conferma la propria volontà di confronto costruttivo, nel rispetto delle norme che regolano l’erogazione dei fondi produttività, con Rsu e rappresentanze sindacali».
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