La Cimberio stecca il derby, Cantù ringrazia e vince

Brutta prova dei biancorossi nell'atteso match di Desio: l'attacco di Vitucci segna con il contagocce e permette ai brianzoli, neppure troppo brillanti, di festeggiare. Varese raggiunta da Sassari in vetta

Dal nostro inviato – Se per Varese perdere con Cantù è peccato grave, uscire sconfitti in uno dei derby più brutti degli ultimi anni è ancora peggio. La 131a edizione della sfida lombarda verrà ricordata solo per essere stata la “prima” sul campo di Desio, non certo per quanto si è visto in campo, ma intanto i brianzoli si mettono in tasca due punti al termine di una gara dal punteggio basso 67-60, costellata di errori. Alla fine ha vinto chi ha sbagliato meno, o comunque chi nel momento più delicato si è fatto trovare pronto nel segnare quel paio di tiri in più che hanno fatto la differenza.
L’attimo in cui tutto si è deciso è arrivato dopo il 35′, nel cuore di un ultimo periodo in cui Cantù è rimasta a secco per oltre 5′; due liberi di Aradori e una tripla frontale di Leunen hanno riaperto un piccolo ma decisivo divario che una brutta Varese aveva chiusa a fatica con la tripla del pareggio segnata da Ere (50-50). A quel punto, subita la botta, sarebbe servita la risposta ma la Cimberio di questa sera di repliche valide proprio non ne aveva, a partire da un Green oltremodo deludente (in attacco ma anche in difesa) contro i suoi ex compagni di squadra. Il play però non è l’unico ad aver mancato un appuntamento così importante: Ere è andato a corrente alternata forzando spesso il tiro, Sakota è stato un buco nero totale mentre anche Polonara ha viaggiato nettamente al di sotto della sufficienza. E così Varese si è appoggiato al solito Dunston, anche stavolta produttivo ma meno di altre volte e limitato dal grande impatto sulla partita avuto da Alex Tyus che ha reso pan per focaccia (11 rimbalzi e 3 stoppate) al lungo varesino.
Ci ha provato, in qualche caso, Banks reduce però da un’influenza che gli ha presto scaricato le pile. E così le statistiche recitano impietose i problemi di Varese a partire da una valutazione (73-43) tutta sbilanciata dalla parte della Fox Town. Che pure, con l’orrido 46% ai tiri liberi, ha tenuto in partita i biancorossi fino al 40′. Il derby ha però sancito la fine della fuga solitaria in testa alla classifica per la squadra di Vitucci, agguantata da Sassari che, pur faticando, ha piegato Pesaro in Sardegna. Il coach biancorosso ricorda, giustamente, che le favorite per i piani altissimi sono altre ma ora è importante che raccolga le forze e faccia ripartire una macchina che fino a qui è stata quasi perfetta.

COLPO D’OCCHIO – La gabbia desolatamente vuota sul lato del PalaDesio dove si trova la panchina di Varese “dimezza” un derby a cui mancano i colori biancorossi. Peccato, perchè da Cantù arrivano oltre 5000 tifosi compresi gli ultras locali che per protesta costringono due volte a interrompere il match con lanci di carta igienica e striscioni che si lamentano contro l’Osservatorio per le manifestazioni sportive.

PALLA A DUE – Quintetto base tutto straniero per Vitucci che ritrova Banks (febbricitante in settimana) e preferisce iniziare la partita con Sakota in ala forte e non Polonara. Sulla panchina di casa manca Andrea Trinchieri, ammalato: al suo posto l’assistente (di lusso) Lele Molin che mette sul parquet la formazione tipica di queste ultime uscite, con Leunen ala piccola e Tyus pivot.

LA PARTITA – L’avvio di Varese ricalca sinistramente quello in finale di Coppa Italia, con il solo intermezzo di un’entrata a segno di Banks. Vitucci interrompe il gioco sull’8-2 (3′) per Cantù ma da quel momento è la squadra di casa a frenare di botto. Aradori e compagni restano a secco per 6′ e Varese sorpassa pur senza brillare, con Dunston top scorer nonostante i troppi errori (12-15 al 10′, difesa Cimberio che regala l’ultimo canestro). A metà periodo la partita si interrompe per la carta igienica che piove copiosa sul parquet, in segno di protesta verso la decisione di vietare la trasferta ai tifosi varesini, cosa che si ripeterà intorno al 15′.
Al rientro si prosegue con il punteggio basso: se Cantù è disastrosa ai liberi (3/13 all’intervallo), Varese risponde con tiri da tre che ammaccano i ferri (1/10 in 20′, unica eccezione un centro di Green). Il match dunque non decolla con le due squadre che si sorpassano senza però imporre mai l’allungo. L’unico accenno è sul finire del secondo periodo quando la Fox Town tocca il +6 (30-24) pur fallendo con Tabu un facile appoggio sulla sirena. Poco prima, fallo tecnico fischiato contro Vitucci dall’arbitro Lamonica: il coach chiedeva un fallo su canestro di Talts.
Il terzo periodo non cambia, come sperato, la vivacità di un match che rimane costellato di errori. La Fox Town appare un po’ più sveglia e, sfruttando il momentaccio di Polonara, scappa a +10 (36-26); qui Varese sembra darsi una scossa e con due triple di fila (Ere e Banks) torna in scia e pare ritrovare la solita vivacità offensiva. Ma è un’illusione: Ere forza troppo e dopo un paio di parità (Dunston sul 36, i liberi di Green sul 38′) Cantù scappa di nuovo a +7, anche con un canestro fortunoso di Mancinelli dopo una buona difesa biancorossa. L’ultimo riposo arriva sul 50-44 ma lascia i giochi del tutto aperti.

IL FINALE – Il peggio del basket in 5′ rari da vedere anche sui campi amatoriali. Cantù non segna proprio mai, Varese neppure se si eccettua un “canestro più fallo” di Dunston, così la tripla del 50-50 segnata da Ere pare un gol in una finale mondiale. Ma quando l’inerzia pare, timidamente, arrivata nelle mani della Cimberio ecco che riaffiorano gli errori della mezz’ora precendente; Cantù senza strafare costruisce un mini-allungo (tripla Leunen, schiacciata Tyus) e quando il pivot biancoblu stoppa Talts – che poi sbaglia una tripla allo scadere dei 24”: ma perché toccano sempre a lui quei palloni? – i giochi sono fatti. C’è tempo per la solita sfuriata individuale di Green ma questa volta sono più gli errori che le cose giuste, e così la tripla di Polonara può solo suggellare il 67-60, gonfiato da una serie di liberi di Aradori che chiude a quota 20, chiude la partita, chiude la fuga di Varese che durava dalla giornata numero uno.

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Pubblicato il 24 Febbraio 2013
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