Pippo Civati lancia l’operazione Ohio
«Ognuno di noi può fare molto, per portare finalmente questa campagna anche fuori dal televisore. – affermano il gruppo di democratici»
Il prossimo week end sarà l’ultimo week end di campagna elettorale e il Partito Democratico si mobilita con uno sforzo particolare. Particolarmente originale è l’iniziativa lanciata dal Consigliere Regionale Giuseppe Civati e denominata “operazione Ohio”. Il chiaro riferimento è allo Stato americano costantemente in bilico nelle elezioni presidenziali e pertanto decisivo nell’assegnare la vittoria. In queste elezioni l’Ohio italiano si chiama Lombardia.
Per questo moltissimi democratici (1.200 hanno aderito su Facebook) “invaderanno” pacificamente la Lombardia per convincere altre persone a votare e far votare PD e Sel. A Varese protagonisti dell’iniziativa i singoli cittadini convocati da alcuni iscritti democratici, tra cui vi sono Andrea Civati (consigliere comunale PD), Mauro Sarzi, Natalino Bianchi e Stefano Catone.
«Ognuno di noi può fare molto, per portare finalmente questa campagna anche fuori dal televisore. – affermano il gruppo di democratici – Prendiamoci tutti un pezzo di questa vittoria, perché è una battaglia che possiamo e dobbiamo vincere soltanto insieme».
L’appuntamento è per le ore 11 di sabato 16 febbraio davanti a Palazzo Estense. Da lì il gruppo si diffonderà per il centro cittadino. L’obbiettivo uno solo: convincere indecisi e delusi.
Protagonista della giornata sarà Sara Battistini, candidata in Lombardia al Senato e soprannominata simpaticamente “Miss Ohio”. Infatti, la candidata democratica, collocata al 27esimo posto della lista per il Senato, sarebbe l’ultima eletta in caso di vittoria del centrosinistra in Lombardia. «Se fossi eletta significherebbe che il centrosinistra non solo ha vinto in Lombardia ma ha vinto in Italia.– dice Battistini – Sono una delle tante persone normali candidate dal PD, ma che farà cose eccezionali per il Paese in caso di vittoria.»
Simbolo dell’iniziativa sono i bottoni. «Ogni volta che una persona ci darà ascolto, o addirittura vi dice che l’abbiamo convinto, gli lasciamo un bottone. Perché è proprio questo il punto: attaccare bottone.»
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