Chi se non una donna? una campagna per cambiare (davvero) il Governo
La proposta arriva da NoiDonne, lo storico mensile e dalle associazioni di donne. E si rilancia attraverso la Rete: con l'hashtag #chisenonledonnealgoverno e la pagina Facebook della rivista.
E mandare una donna, al Governo del paese?
In questi giorni in cui tutti si baloccano su chi può andare al Governo e quanto durerà, oppresso dai veti incrociati di tre blocchi nessuno dei quali è in maggioranza, la proposta è di quelle interessanti. E arriva da NoiDonne, lo storico mensile che lancia la campagna con il sostegno delle associazioni di donne, tra cui Ande, Arcidonna, Rete per la parità e altro. Sfruttando la Rete: con l’hashtag #chisenonledonnealgoverno e la pagina Facebook della rivista.
«La crisi cui è giunto il paese è gravissima, la situazione di stallo, i rischi per la democrazia imminenti. Sono difficili le soluzioni di governo e si paventa il ritorno al voto. E invece la grande maggioranza delle italiane e degli italiani, le famiglie e il tessuto delle imprese richiedono misure urgenti. Esistono in Italia, in tutti i campi (lavoro – imprenditoria – università – professioni – industrie creative e culturali -ricerca scientifica) e nell’associazionismo della società civile, competenze e anche eccellenze femminili, sensibili ai problemi della cura, in grado di dar vita a un governo».
La prima prova è stata data dai primi passi della nuova presidente della Camera, Laura Boldrini (nella foto). E poichè funziona, potrebbe essere replicata anche al Governo: «Tra le soluzioni percorribili potrebbe essere individuata quella di un governo in cui le maggiori responsabilità siano affidate a donne di provata competenza ed esperienza, che operi all’insegna del rispetto della dignità delle persone e delle istituzioni. Perché non provare? Questo è il momento».
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