Le farfalle in coro: “Meglio non poteva andare”
Nessun rimpianto per la Unendo Yamamay dopo la medaglia di bronzo in Champions League. Caracuta: "Un risultato che ci darà la carica". Leonardi: "Abbiamo lottato alla pari con tutte"
Se ieri la legittima delusione era temperata dall’andamento di una semifinale che resterà comunque nella storia del volley bustocco, oggi è del tutto scomparsa dai volti sorridenti delle giocatrici della Unendo Yamamay. La medaglia di bronzo conquistata battendo il Galatasaray e l’abbraccio finale dei tantissimi tifosi presenti al Burhan Felek fanno virare decisamente al bello il meteo di Istanbul: “Sono molto contenta di questo risultato – dice Valeria Caracuta – essere qui era già una grande cosa, nessuno avrebbe potuto immaginarlo all’inizio dell’anno. Peccato per i due set persi, avremmo potuto chiudere prima la partita, ma è stata comunque una grande vittoria che ci darà molta carica per i prossimi impegni”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Margareta Kozuch: “Una gran cosa essere qui, una grande esperienza anche a livello individuale per tutte le giocatrici che hanno partecipato. Sono contenta, per noi e per tutti i tifosi che ci hanno seguito, di poter tornare a casa con una medaglia al collo. La partita di oggi? Be’, era una finale e un po’ drammatica doveva pur esserlo… il Galatasaray ci ha costretto a combattere e restare concentrate fino in fondo, ma sapevamo che avremmo potuto batterle. È andata esattamente al contrario della semifinale, ed era importante vincere il tie break anche per riscattare quello perso ieri”.
I rimpianti non hanno cittadinanza neppure in casa Leonardi: “Non potevamo chiedere più di questo – dice Giulia – se mi avessero detto prima che saremmo arrivate terze in campionato, non ci avrei mai potuto credere. Abbiamo dimostrato di poter gareggiare anche con squadre dai grandi nomi, ma di questo sono sempre stata convinta, perché la testa e il cuore sono la nostra forza. In questa squadra è così da tempo: qui non c’è nessuna primadonna, e sono scelte che pagano”. Cisky Marcon è sorridente: “Dopo una partenza a bomba c’è stato un netto calo fisico e mentale, ma siamo state brave a crederci e abbiamo dimostrato grande coraggio. Anche l’apporto delle giocatrici in panchina è stato molto importante. Carli dobbiamo solo ringraziarla: nessuno si aspettava che potesse tornare già in queste finali, è stata brava a reinserirsi subito e farci girare al meglio. Ha dimostrato di essere una grandissima professionista”. Ora la Coppa Italia: “Dobbiamo andarci con la stessa mentalità dimostrata qui. Sarà dura staccare un po’ e al tempo stesso mantenere la concentrazione, ma io voglio continuare la tradizione della Yama!”.
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