Tweet razzisti, una causa contro Twitter

Il caso è quello dei messaggi antisemiti in Francia: il social network si è rifiutato di fornire i dati personali degli autori dei tweet e ora l'Unione degli studenti ebrei di Francia passa al contrattacco

Un hashtag che potrebbe costare caro a Twitter: la parola chiave incriminata è #unbonjuif (“un buon ebreo), usata nel 2012 – insieme al più inquietante #unjuifmort (un ebreo morto) – per far viaggiare sul social network dei cinguettii una serie di battute che vanno dagli stereotipi di cattivo gusto alle battute antisemite. Così, a distanza di un anno e mezzo, l’Unione degli studenti ebrei francesi ha deciso di fare causa a Twitter chiedendo un risarcimento di 38,5 milioni di euro. La richiesta – racconta Wired Uk – arriva dopo che l’azienda Twitter si è rifiutata di fornire i dati personali degli autori dei tweet antisemiti lanciati con #unbonjuif e #unjuifmort: dopo la sentenza di un tribunale francese Twitter  aveva rimosso i tweet ingiuriosi e razzisti ma si era rifiutata di fornire i dati.
Il caso ripropone l’attualità del dibattito sulla libertà d’espressione sul web, ma anche quello sulle norme a cui deve sottostare la rete: Twitter ha sede negli Stati Uniti e ha evocato il Primo Emendamento in difesa della libertà d’espressione.
Quanto alla questione giuridica specifica, l’Unione degli Studenti ha annuncitao che donerà i 38,5 milioni al Shoah Memorial Fund, mentre Twitter ha già annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza.

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Pubblicato il 25 Marzo 2013
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