Cassa integrazione, in provincia migliora la situazione
Secondo i dati elaborati dalla Cisl dei laghi, la situazione è migliore di quella lombarda. Flessione della cig del 12% rispetto al trimestre precedente
I dati della cassa integrazione in provincia di Varese nel primo trimestre del 2013 sono preoccupanti.
È vero che c’è una riduzione del 12% rispetto all’ultimo trimestre del 2012, ma questo per più della metà dipende dalla contrazione della cig in deroga, dovuta essenzialmente alla contabilizzazione parziale delle nuove richieste inoltrate dal gennaio 2013. La situazione della provincia risulta comunque migliore di quella lombarda, dove la flessione della cig rispetto al trimestre precedente è stata solo dello 0,7%
Se invece raffrontiamo il trimestre con quello analogo del 2012, l’aumento è del 59,5% e riguarda sia la cigo (+20,5%), sia la cigs (+95,9%), mentre si riduce, per i motivi detti sopra, la cigd (-52,4%)
In sostanza, dall’inizio del 2010, il primo trimestre del 2013, con i suoi 10.904.276 di ore richieste, si colloca al quarto posto per volume di richiesta di cig, dopo i due trimestri iniziali del 2010 e l’ultimo del 2012.
La cigo diminuisce del 22,8% rispetto al trimestre precedente. A livello regionale sale del 6%. Il calo riguarda tutta l’industria tranne la metallurgia e il settore dei minerali non metalliferi. In controtendenza all’industria, il settore edile vede un incremento della cigo del 51,7% (+25,2% a livello regionale)
La cigs aumenta del 28,9% sul trimestre precedente. Saledell’8% a livello regionale. Nell’industria si concentra nei settori meccanico (+54%) e chimico (+517,4%). Fuori dell’industria interessa il settore del commercio (+107,6%). L’andamento è analogo a quello regionale, tranne che per i settori chimico (-35,5%) e edile (+28%). La cigd è in decremento del 59,6% per i motivi detti sopra. Anche a livello regionale diminuisce del 39,7%.
«Non è più possibile – spiega Sergio Moia (foto) della segreteria Cisl dei Laghi – una comparazione del numero dei lavoratori messi in mobilità nel trimestre, con quello del trimestre dello scorso anno. A partire dal primo di gennaio non avvengono più infatti le iscrizioni alla lista 236/93. Il raffronto è possibile solo per la lista 223/91. Qui l’aumento è del 56%, da 403 lavoratori licenziati a 720. Buona parte della differenza è addebitabile comunque alla chiusura della Anovo di Saronno, 205 lavoratori in lista di mobilità».
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