Il buco nel muro, e la sorpresa: “Mani in alto è una rapina”
La ricostruzione del colpo avvenuto alla filiale Intesa San Paolo: ad accorgersi del colpo alcuni clienti
Punta d’acciao e mazzetta da muratore. Poi gli altri ferri di lavoro: parrucche e pistole. La rapina di questa mattina a Buscate nasconde particolari d’altri tempi, da fil in bianco e nero: i banditi sono entrati nottetempo nella filiale attraverso la villa abbandonata che confina con l’edificio della banca, facendo un buco nel muro che separa i due immobili.
Questa mattina i quattro dipendenti e il direttore sono entrati alle 8,20 e si sono ritrovati i rapinatori all’interno ad attenderli. A quel punto il direttore ha spiegato ai malviventi che la cassaforte era temporizzata e non si sarebbe aperta prima delle 9,30: quindi i banditi hanno deciso di aspettare.
Nel frattempo è stato messo un cartello all’esterno per scoraggiare i clienti che, nel frattempo, cominciavano ad arrivare. Uno di loro, insospettito dalla situazione, ha avvisato i carabinieri, che sono arrivati in forze e hanno circondato la zona.
I due rapinatori hanno tentato la fuga passando dalla via che avevano creato per entrare. ma mentre uscivano sono stati intercettati dai militari che hanno cercato di fermarli ma i due hanno ingaggiato un conflitto a fuoco nel quale è rimasto ferito ad una gamba uno dei due malviventi. Il complice si è rifugiato all’interno di Villa Rosales, dimora molto grande e circondata da un parco che si affaccia anche su una scuola. I bambini delle classi che danno sulla via sono stati spostati in un’ala più sicura.
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