Giro: vince Adams, Wiggins perde terreno
Tappa pirotecnica e inzuppata di pioggia quella con arrivo a Pescara. Si infiamma la battaglia tra i migliori, il britannico paga 1'27. Maglia rosa a Intxausti, bravissimo Santaromita (8° in classifica)
Dopo meno di una settimana di gara, il Giro d’Italia è già "esploso" con una tappa di quelle pirotecniche. L’arrivo a Pescara ha premiato la lunga fuga dell’australiano Adam Hansen (Lotto Belisol) protagonista di un’azione di lunga gittata che ha perso i pezzi poco per volta; alle sue spalle però è stata battaglia vera, infiammata sia dai big di classifica sia da quelle squadre (Fantini Vini su tutte) intenzionate a vincere la tappa, nella fattispecie con il padrone di casa Di Luca.
A farne le spese, in una situazione così bollente, è stato il favorito numero uno, Bradley Wiggins: attaccato da Nibali e dagli altri il britannico è prima scivolato sull’asfalto e poi è andato letteralmente in bambola, perdendo 1’27" che dovrà provare a colmare fin dalla crono del sabato.
Alla fine la maglia gialla dell’anno scorso e l’ex leader della corsa rosa, Luca Paolini, sono gli unici a cedere tra i nomi importanti e così il comasco della Katusha è costretto a lasciare il simbolo del primato allo spagnolo Benat Intxausti (foto dal sito del suo team), compagno di Visconti alla Movistar. Attenzione perché il basco non è un carneade e, pur non essendo un big di primissimo piano, rimane uomo d’alta classifica.
Il vincitore morale di oggi però è Vincenzo Nibali che ha inflitto un bel colpo ai danni del diretto rivale Wiggins, ha saputo attaccare in discesa (terreno a lui favorevole) e ha ripreso a mille nonostante sia a sua volta caduto. Quello dei capitomboli sotto la pioggia è stato un fil rouge dell’intera tappa: in tanti sono stati vittima almeno di una scivolata compreso Sella che era in fuga insieme ad Hansen e poteva puntare alla vittoria.
Dietro l’australiano è quindi arrivato il gruppo dei migliori regolato da Battaglin su Di Luca e Santambrogio, con questi ultimi due da applausi per la vivacità della loro squadra (la già citata Fantini Vini). Bene anche Hesjedal (Garmin), Caruso (Cannondale), Evans (Bmc), Gesink (Blanco), Kieserlovski (Radioshack) e Sanchez (Euskaltel), Scarponi (Lampre). Tra i primi anche il varesino Ivan Santaromita, fedele scudiero di Evans, che restando con i migliori è salito sino all’ottavo posto in classifica generale. Il primo dei gregari: mica male.
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