Non profit e cultura. Il nuovo modello targato Ubi-Comune funziona
Oltre 2.000 persone socialmente «svantaggiate» a teatro grazie alla collaborazione tra gli assessorati alla Famiglia e alla Cultura , Teatro Apollonio, 23 associazioni, Fondazione Ubi e Banca Popolare di Bergamo
Se tutti i partecipanti a un esperimento mostrano soddisfazione per il risultato ottenuto, vuol dire che quella è una via da seguire. Un nuovo modello da adottare. A maggior ragione, se si è in tempi di crisi economica e di tagli e l‘esperimento riguarda l’ambito sociale e la cultura.
A tracciare questa nuova via sono stati due assessorati, una banca, una fondazione, un teatro e 23 associazioni che tutti insieme hanno realizzato il progetto “C’è posto per te”, portando al Teatro Apollonio, nei vari spettacoli della stagione, oltre duemila persone socialmente svantaggiate per motivi di reddito o perché diversamente abili.
Non una semplice sponsorizzazione, dunque. Piuttosto «l’integrazione tra ciò che la banca fa già sul territorio, attraverso la fondazione, e l’opportunità rappresentata da un settore come quello del non profit che è in continua crescita» ha spiegato Flavio Debellini, direttore territoriale di Ubi.
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