Banks e Talts, canestri cruciali
Adrian e Janar eroi della contro-rimonta, Green talvolta va fuori giri ma ha numeri decisivi
SAKOTA 9 – La maradoniana e mancina “mano de Dios” si reincarna nella destra di Dusan e nei suoi polpastrelli di seta. La decide in un tempo – 62 centesimi – rapidissimo, lui che non è certo un fulmine di guerra. In precedenza, gran duello con Kangur che infiamma la partita.
BANKS 7,5 – C’è eccome: quando la Cimberio fatica a fare canestro l’americanino pescato in Israele trova due o tre conclusioni morbide (per chi tifa per lui) o pesanti come un pugno in faccia (per chi le subisce). Ci crede, e dà l’esempio per i compagni.
TALTS 8 – Questo signore che si è ridotto il contratto per rimanere a Varese e che ha accettato la concorrenza per un posto in squadra è già stato l’MVP di due gare di semifinale. Stavolta ha dato un contributo enorme anche nel sacco di Siena. Non sono i 7 punti e neppure gli 8 rimbalzi: sono i momenti in cui questi vengono prodotti a metterlo sul piedistallo.
DE NICOLAO 6 – A questi livelli, con queste difese, continua a fare fatica sui due lati del campo. Il fatto però che lui ci provi sempre gli permette di strappare palloni e costruire cose buone, da mettere nel lungo elenco Cimberio.
GREEN 7 – Quando sbaglia, e talvolta sbaglia, ti viene voglia di imbullonarlo alla panchina. Un istinto che viene anche sull’ultima azione (che invece è la penultima) quando forza contro Moss nel tentativo di vincere il macht. Però, se così si può dire, la vince prima con i suoi 20 punti, con i 10 rimbalzi e i 5 assist che gli danno il top della valutazione mentre dalla parte opposta Brown (stavolta) fa più paura che danni.
CERELLA 6 – Si vede poco in attacco ma si applica quando bisogna abbassare le ginocchia: c’è anche il suo marchio nella serata con la mira storta di Hackett (1/7) e nell’impatto grintoso che ha la Cimberio di gara 6.
ERE 7 – Non bisogna farsi ingannare dal tabellino di Moss, che segna tanto ma quando Ebi non lo sta marcando. Nel resto della partita il capitano regge l’impatto del diretto rivale e talvolta si prende il lusso di sforacchiare la retina avversaria. Pochi rimbalzi, ma uno di questi è decisivo nel controparziale che porta al successo.
DUNSTON 8 – Gioca nonostante il polpaccio in fiamme e va a finire che sovraccarica l’altro, mettendo fine alla sua partita e alle speranze dei miscredenti (confessiamolo: ci siamo uniti per qualche momento alla schiera) dopo soli 11′ in campo. Però concentra in quei pochi attimi tutto il suo basket: segna, schiaccia, stoppa, strappa rimbalzi: 15 di valutazione da infortunato.
IVANOV 6,5 – Tanta grazia Sant’Antonio: non è lui l’uomo del destino ma se non ci fosse la Cimberio non potrebbe reggere sotto canestro. Qualche volta non si avvede dei palloni snocciolati da Green, qualche altra però riceve e converte in punti preziosi (8 alla fine).
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