“L’Antimafia non deve andarsene da Malpensa”
Dopo le prime segnalazioni, sabato i poliziotti del Siulp e della Cisl in piazza a Milano per dire no allo smantellamento del nucleo informativo antimafia. Dopo Lega e Pd, si fa sentire anche il Movimento 5 Stelle
Manca un anno o poco più a Expo 2015, i cantieri sono a pieno regime, gli interessi delle mafie sono noti, ma lo Stato "taglia" il nucleo di polizia che vigila sull’aeroporto di Malpensa. Secondo i sindacati di polizia (e non solo loro) il nucleo investigativo Dia nell’aeroporto milanese è un tassello fondamentale per vigilare sul rischio di infiltrazioni mafiose: per questo sabato Siulp, Cisl e alcune associazioni di poliziotti hanno manifestato in piazza del Duomo a Milano contro i tagli previsti alla direzione investigativa antimafia, con conseguente smantellamento del presidio presso l’aeroporto di Malpensa. «Invece di investire risorse nel contrasto alle mafie si decide di tagliarle» accusa Mauro Guaetta (Siulp). «Il presidente del consiglio ha detto che Malpensa, per Expo 2015, sarà una finestra sul mondo, e noi chiudiamo il presidio antimafia in aeroporto? Ci sembra assurdo». I sindacati hanno anche fatto notare che il mantenimento della sede in sè ha un costo molto limitato, 3500 euro ogni anno.
Sui costi effettivi del nucleo investigativo chiede chiarezza al governo anche Donatella Agostinelli, parlamentare del Movimento 5 Stelle: «Ho presentato pertanto una interrogazione parlamentare (co-firmata anche dai parlamentari del M5S Terzoni, Micillo, Businarolo, Mannino, D’Incà, D’Ambrosio e Bonafede) per fare chiarezza sulla vicenda e per chiedere se sia opportuno rivedere la decisione di sopprimere il presidio della Direzione Investigativa Antimafia di Malpensa». Sul valore del nucleo investigativo, il M5S non ha dubbi: «Nonostante poco più di un anno fa una nota della Direzione Investigativa Antimafia denunciava l’importanza del mantenimento del presidio DIA presso l’aeroporto Malpensa in vista di Expo 2015 per contrastare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata, ad aprile è emersa la decisione del centro operativo della DIA di Milano di sopprimere questo importantissimo e strategico presidio».
Analoga richiesta (interrogazione al Ministro dell’Interno) era venuta alcuni giorni fa anche dai parlamentari varesini e milanesi del Partito Democratico. Apertamente polemico – anche in chiave Nord-Sud – anche Fabio Rolfi, consigliere regionale della Lega Nord che dice che è «profondamente ingiusto che lo Stato italiano diminuisca la presenza delle forze dell’ordine e di contrasto alle mafie al Nord, abbandonandolo dopo che per decenni ha inondato la Lombardia e le altre regioni settentrionali di esponenti della criminalità organizzata con il soggiorno obbligato». Da notare comunque che Regione Lombardia ha già preso ufficialmente posizione con un atto sottoscritto da tutte le forze politiche.
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