Ospedale in difficoltà: “Non è solo un problema di personale”
Il pronto soccorso del Circolo è sempre sotto pressione. Il direttore Bravi promette interventi immediati per alleviare la "barellaia" e prepara un piano da inviare in Regione
Ospedale di Circolo sotto stress. L’avvio delle ferie estive con la chiusura di oltre 50 posti letto ha riportato alla luce la sofferenza quotidiana e, soprattutto, la costante emergenza in pronto soccorso dove è di nuovo continuo il tutto esaurito nella "barellaia".
«Di solito si registra soprattutto al lunedì – spiega il direttore generale dell’azienda ospedaliera Callisto Bravi – Dobbiamo lavorare meglio sull’organizzazione dei reparti e sulla mentalità. Mi spiego: nei week end, il ritmo delle dimissioni dei pazienti rallenta così il pronto soccorso non può inviare ai reparti i propri assistiti. E il lunedì arriva puntuale l’intasamento…».
All’indomani delle aspre critiche legate al caso riportato da Varesenews, l’allora direzione aveva approntato un programma che scattava in caso di emergenza: « Quel piano non è riuscito a dare i risultati sperati – commenta Bravi – è questione soprattutto di mentalità. Bisogna ragionare in termini di "presa in carico" con il paziente al centro».
Una filosofia che i reparti vorrebbero coniugare con la possibilità di portare avanti la propria attività programmata, interventi e cure che non hanno carattere dell’emergenza urgenza. Porprio nei giorni scorsi è arrivata la richiesta del primario della clinica ortopedica Paolo Cherubino che vorrebbe capire se il Circolo è un ospedale di eccellenza o è un grande reparto di supporto al pronto soccorso. « Il nostro ospedale ha effettivamente un numero di posti letto percentualmente più basso in proporzione alla popolazione rispetto ad altre realtà. Ma non è che chiedendo più personale si risolve la questione. O meglio: non solo. Stiamo lavorando, per esempio, sui giorni di prericovero: abbiamo visto che una migliore organizzazione porterebbe a risparmiare 11.000 ore che equivalgono a 20 giorni. Il nuovo direttore sanitario sta mettendo a punto un piano con carichi di lavoro e tempi che darà il quadro preciso. Da parte mia, ho già sforato rispetto al mandato regionale confermando quasi 100 figure in più del comparto rispetto alle 37 che Milano ci concedeva. Abbiamo la compatibilità di bilancio, ora dobbiamo solo dimostrare con i numeri che ne abbiamo necessità».
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