Talts non fa rimpiangere Dunston
L'estone è decisivo quando Siena bracca la Cimberio. Green croce e delizia, ma alla fine imbuca i liberi della sicurezza
SAKOTA 7 – Anche stavolta il suo proverbiale tiro pesante non funziona (1/4) ma, come in gara 3, si fa perdonare con tante altre giocate intelligenti. Demolisce Kangur, più duro il confronto con l’ottimo Sanikidze ma con lui in campo Varese vola (+24 di plus/minus).
BANKS 7,5 – Talvolta casca nelle trappole della difesa senese e va a sbattere contro il muro, però chiude a quota 18 punti conditi da rimbalzi e assist con la ciliegina di due liberi cruciali quando la palla pesa piombo. La tripla da metà campo invece è la bonus track del bell’album inciso da “2 Cups” (il suo nome da rapper).
RUSH 4,5 – Il terrore negli occhi, il tremore nelle mani. Non è ancora pronto per questo livello, o almeno per certi frangenti, ma del resto Vitucci non ha altro da buttare nella mischia. Forza Erik, che mercoledì servirai anche tu.
TALTS 8 – Soprannominarlo “il Dunston bianco” suonerebbe come una presa in giro. Però con minutaggi simili porta a casa cifre non distanti dal titolare, e non viene neppure aiutato dal quel dato striminzito di valutazione (appena 5) che però non spiega il suo impatto sulla partita. 11 punti, tutti importanti, quando nessuno di Varese pare avere più il coraggio di segnare. I lunghi di Siena si sognano anche lui.
DE NICOLAO 5,5 – Voto a metà tra la grande intensità difensiva (due recuperi, uno con schiacciatone successivo) e qualche problema in regia che si evidenzia con il passare del tempo. Si divide con Rush la prima delle due palle perse che rischiano di miracolare Siena e che fanno scivolare il voto sotto il 6.
GREEN 6,5 (foto di S. Raso) – Sempre più croce e delizia: tira con percentuali disastrose (2/9) ma smazza 5 assist; regala 5 palloni a Siena ma zompa a rimbalzo (5) e subisce 9 falli. Tiene troppo il pallone tra le mani ma alla fine, quando i 25 punti di Brown svaniscono in un libero sbagliato, Mike infila i personali che chiudono i conti.
CERELLA 5 – Stavolta fallisce, non tanto nell’applicazione sul parquet (la sua difesa dà sempre una mano) quanto per quello zero in attacco frutto di due contropiede gettati al vento, compreso uno con schiacciata sul ferro.
ERE 7 – Il capitano è tornato: gara 4 non è stato un fuoco di paglia. Proprio il suo esempio unito a quelli di Green e Banks nel primo quarto (guarda caso gli imputati dopo la terza semifinale) aiuta il resto della squadra a decollare subito. Sul lungo termine va un po’ in debito di ossigeno, ma intanto ha già tolto dal match (non del tutto) il temutissimo Moss.
POLONARA s.v. – Pare avesse già qualche problema fisico che i pochi minuti in campo peggiorano. La parola a medici e massaggiatori: rimettetelo in piedi!
DUNSTON 7,5 – Nel momento in cui scriviamo temiamo anche di non rivederlo nelle prossime partite e questo sarebbe davvero un peccato oltre che un colpo di scarogna pazzesco. Quello che rappresenta il pivot lo si vede anche stavolta: dominio a rimbalzo (Eze legato alla panchina da Banchi da come è spazzato via), punti quando serve, una stoppata ad Hackett che da sola riduce la tigre senese a un gattino. Poi il crac: incrociamo le dita.
SIENA: Brown 7,5; Eze 4,5; Carraretto 5,5; Kangur 4; Sanikidze 7; Ress 5; Janning 6,5; Hackett 5; Moss 5,5.
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