Un meteorite ha colpito la luna? Parte l’indagine del Gat
Giuseppe Macalli da Cassano Magnago ha visto la traccia dell'impatto, ovviamente "limitato". Ora il Gruppo Astronomico Tradatese vuole approfondire lo studio
Un meteorite potrebbe aver colpito la luna il 17 febbraio 2013 e un astronomo di Cassano Magnago, Giuseppe Macalli, che fa parte del Gruppo Astronomico Tradatese, potrebbe essere lo scopritore di un nuovo cratere.
Macalli «in particolare è un osservatore acutissimo della Luna, della quale non solo conosce ogni minimo cratere, ma della quale realizza anche meravigliose mappe, disegnandole con le proprie mani. Giuseppe è anche un grande appassionato di strumenti antichi e, di recente (unico in Italia) è venuto in possesso di un telescopio rifrattore di marca Alinari da 120 millimetri risalente agli anni 50, che ha provveduto a restaurare con le proprie mani con lo scopo primario di utilizzarlo per le sue osservazioni lunari e planetarie». La recente partecipazione ad un congresso italiano e la relazione del livornese Antonio Mercatali (Responsabile della sezione Luna dell‘ Unione Astrofili Italiani) ha dato il via alla ricerca: Mercatali ha parlato degli FLS (Fenomeni Lunari Transienti), i cui principali responsabili sono possibili emissioni di gas dalla superficie lunare oppure impatti esterni di corpi meteorici. Dopo la relazione di Mercatali, il cassanese Macalli ha immediatamente capito che, forse, nel suo archivio si celava una grande scoperta, realizzata a metà di Febbraio 2013. Quella notte, da casa sua, Macalli stava puntando il suo telescopio Alinari sul Mare delle Crisi, una distesa lavica di 500 km situata sul bordo destro della Luna, con lo scopo di realizzarne un disegno dettagliato a mano. Il Mare delle Crisi è per l’astronomo cassanese un "luogo" (seppur lontanissimo) particolarmente caro, da quando è entrato in possesso (tra i pochissimi in Italia) di un frammento di polvere lunare proveniente da questa regione e portata a Terra dalla missione sovietica Luna 16 alla fine di Settembre 1970.
Il racconto della scoperta in diretta del possibile impatto è affascinante: «Improvvisamente (erano le 19,50 del 17 Febbraio 2013), nei pressi del cratere Picard (un impronta di 25 km all’interno del Mare delle Crisi) Macalli ha osservato e disegnato con cura una macchia luminosa di colore rosso scuro che si è formata quasi … dal nulla, ed è perdurata per quasi un minuto. Aggiunge lo scopritore: «Come Mercatali ha ben spiegato durante il recente 46° Congresso UAI, fenomeni di questo tipo ( i già accennati FLS) sono rarissimi e di eccezionale interesse scientifico. Il fatto è che sono assolutamente imprevedibili e l’unico modo per osservarli è quello di essere nel posto giusto al momento giusto. Per me, che osservo la Luna da una vita, è stato davvero un grosso colpo di fortuna». La modestia di Giuseppe, tipica degli astrofili veri, gli fa parlare di «colpo di fortuna» : in realtà – aggiungono quelli del Gat – «si è trattato di un colpo di bravura fuori dal comune, accoppiato ad una costanza (osservativa !) ed ad una abilità (nel disegnare!) che pochi posseggono al giorno d’oggi in Italia». Scientificamente non è facile giudicare quale fenomeno abbia coinvolto il nostro satellite quella notte: «prevale l’idea che sia stato un grosso impatto meteorico che ha sollevato un enorme pennacchio di polvere poi illuminato dal Sole radente. Come dire, insomma, che sulla Luna potrebbe essersi formato un nuovo piccolo cratere, forse alla portata degli occhi di quel formidabile satellite che è LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter). L’idea del GAT, Gruppo Astronomico Tradatese è quella di indagare sulle recenti immagini ad altissima risoluzione che LRO ha realizzato o realizzerà sul Mare delle Crisi, alla ricerca della nuova impronta lunare. Sarebbe una scoperta eccezionale, da condividere con tutti: anche se solo di Macalli sarebbe l’emozione di aver visto l’impatto dal vero, anche se lontano centinaia di migliaia di chilometri.
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