“In comune non è cambiato nulla”
La lista civica Venegono Sociale traccia un bilancio di questi primi giorni di attività del neosindaco Crespi
«In comune non è cambiato nulla». La lista civica Venegono Sociale traccia un bilancio di questi primi giorni di attività del neosindaco Crespi definendosi, nonostante la sconfitta elettorale, «cittadini venegonesi, viene spontaneo analizzare la situazione che si è venuta a creare e che, purtroppo, è la stessa che avevamo previsto e preannunciato nel caso di una vittoria di Lega e Pdl. Il primo risultato del post-elezioni è quello di ritrovarci a fare i conti con un’amministrazione che prende le sue decisioni in base agli accordi stilati sulla carta da gente che con Venegono non c’entra nulla e non al fine di ottenere il miglior risultato possibile nell’interesse del paese, questo a dimostrazione di quanto Venegono sia di fatto un comune commissariato e con un futuro condizionato da accordi e spartizioni obbligate decise dalle sezioni provinciali di Lega e Pdl».
«Analizzando la distribuzione degli assessorati dell’amministrazione Crespi viene spontaneo chiedersi come mai all’interno della squadra ci sono persone preparate, con un bottino di settanta voti e oltre trent’anni di esperienza nel settore edilizio, come nel caso del consigliere Michele Cremona, ma l’assessorato ai lavori pubblici è stato assegnato a chi di voti ne ha presi 27 e nel settore vanta esperienza zero – prosegue la liste Venegono Sociale -. Come se il Varese comprasse Balotelli per tenerlo in panchina e far giocare Pupo. La risposta sta negli accordi presi dai “provinciali” di Lega e Pdl per correre insieme a Venegono: tu Lega prendi il sindaco e io Pdl mi prendo vice-sindaco e tre dei quattro assessorati. Un autentico “walzer delle cadreghe” che va ben oltre la considerazione e la valorizzazione delle caratteristiche possedute dalle persone proposte in lista agli elettori, una logica che annulla e immobilizza eventuali idee delle singole persone che, adeguandosi a questo gioco, diventano autentici burattini al servizio dell’interesse politico di una parte anzichè di quello civico e sociale che coinvolgerebbe l’intera comunità venegonese. Una storia già vista e vissuta, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio».
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