“Stipendi non pagati”, protestano i lavoratori della ditta Bianchi
I dipendenti si sono ritrovati davanti all'ingresso dell'azienda per chiedere il pagamento delle retribuzioni arretrate e per avere chiarezza sulle intenzioni della proprietà
Lavoratori in sciopero al Cash and Carry Bianchi di Gazzada Schianno. I dipendenti dello storico distributore di prodotti per la ristorazione si sono ritrovati questo pomeriggio davanti all’ingresso dell’azienda per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi e chiedere alla proprietà di definire le sue intenzioni per il futuro. «Abbiamo vissuto sulla nostra pelle la situazione di crisi che da sette mesi a questa parte ha colpito l’impresa – spiegano i lavoratori -. Dall’inizio dell’anno è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria ma non è servita a molto. Ora stiamo aspettando il pagamento degli stipendi arretrati. L’ultimo versamento è stato quello dell’acconto di maggio, da allora non ci è stato accreditato più nulla». I lavoratori, con i rappresentanti delle sigle sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl, hanno scelto di protestare nello stesso giorno in cui è prevista una riunione che vedrà il confronto tra gli azionisti.
«Per il momento l’azienda non ha manifestato la volontà di chiudere o di ridurre il personale – precisa Angela Marra della Cgil -. La realtà dei fatti però ci preoccupa molto anche perché non conosciamo le intenzioni dei proprietari. Ci è stato proposto inoltre di sottoscrivere un accordo per ridurre l’integrativo e alleggerire il costo del lavoro a fronte del quale noi abbiamo chiesto la garanzia del pagamento degli stipendi. Senza quest’ultima non possiamo accettare». «Siamo molto amareggiati – ha concluso uno dei dipendenti presenti – non solo per quello che sta succedendo ma perché siamo consapevoli delle potenzialità di questa azienda, sappiamo che ha le possibilità per ripartire e non vogliamo vederla morire».
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