Tentano il colpo in Comune, ora sono ai Miogni
Sventato il furto in nottata dai carabinieri: forse l'obiettivo dei due bresciani era l'ufficio postale sottostante
Di giorno operai. Di notte coi ferri di un altro mestiere, quello di ladri, alla ricerca di casseforti da ripulire. E non importa se queste potessero venir custodite in municipio, e forse nelle poste. In due, attrezzati e silenziosi, sono stati arrestati la notte scorsa e già condannati. Ecco come si sono svolti i fratti secondo la ricostruzione dei carabinieri.
I due, un 41 enne residente a Brescia e un 52 enne di Ghedi (BS), entrambi noti alle forze dell’ordine, sono impegnati da qualche settimana a Caravate, alle dipendenze di una ditta di Torbole Casaglia (BS), che segue alcuni lavori di dismissione all’interno dell’area che fino a qualche tempo fa ospitava l’azienda Inda. Di giorno il lavoro, la sera a riposarsi in un B&B.
I fatti che hanno condotto al loro arresto risalgono alla scorsa nottata.
I due, verso le 02.45, sono giunti a bordo di un furgone Fiat Fiorino presso il municipio di Sangiano, con il chiaro intento di perpetrare un furto.
Infatti, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Luino, il 41 enne, sceso dal mezzo, si è diretto verso il magazzino comunale adiacente il palazzo del Comune. Dopo aver scavalcato il muro di cinta, si è poi arrampicato sul tetto più basso di una costruzione unita all’edificio, dal quale ha infine, aggiunto una finestra degli uffici.
L’atteggiamento sospetto non è passato inosservato, tanto che alla centrale operativa della compagnia carabinieri di Luino è giunta una precisa segnalazione da parte di un uomo, che indicava un furto in atto.
Sul posto arrivano rapidamente due pattuglie che notano un uomo vestito con jeans e maglia bianca che salta dal tetto del comune per poi finire prima in strada, poi nel prato di un’abitazione per tentare la fuga. In una vicina via i militari hanno fermato il veicolo segnalato alla cui guida è stato identificato il 52 enne, rimasto in disparte e che doveva fungere da palo in attesa del ritorno del complice.
I carabinieri hanno impiegato ben poco tempo per rintracciare anche il 41 enne. L’uomo è stato bloccato presso il bed and breakfast di Caravate ove da circa tre settimane, unitamente al 52 enne, alloggia.
Il sopralluogo svolto dai carabinieri ha permesso di accertare che presso il comune di Sangiano erano state forzate la finestra e la porta-finestra dell’ufficio anagrafe, nonché la finestra del bagno degli uffici.
Inoltre, sul tetto adiacente, posto sotto le finestre degli stessi uffici, sono stati rinvenuti e sequestrati: un piede di porco, uno scalpello e, poco distante dalle finestre, un flessibile con dischi di ricambio, due martelli, una prolunga con adattatore, un paio di guanti e delle maschere filtro per amianto. Strumenti idonei a forzare infissi e casseforti.
Il rinvenimento degli arnesi denota come il furto era stato accuratamente studiato, e gli investigatori non escludono che l’interesse degli arrestati fosse invece rivolto all’ufficio postale, posto proprio sotto gli uffici comunali.
Grazie agli elementi raccolti i due sono stati arrestati e portati al tribunale di Varese, dove sono stati giudicati con il rito per direttissima, come disposto dal sostituto procuratore Agostino Abate. Hanno, all’esito del processo, riportato la condanna a 8 mesi di reclusione. Si trovano rinchiusi nel carcere dei Miogni.
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