Dolci, tè e preghiera per chiudere il Ramadan in carcere
Due diversi momenti negli istituti di Busto Arsizio e Varese a conclusione del periodo di digiuno e preghiera. L'obiettivo è quello di riconoscere il "valore" e la ricchezza delle diversità
E’ ormai una tradizione quella di chiudere anche in carcere il periodo di Ramadan con un momento collettivo. Per questo le due case circondariali hanno organizzato per venerdì 9 agosto due iniziative: al mattino a Busto Arsizio e al pomeriggio a Varese. L’obiettivo delle iniziative è anche quello di riconoscere il "valore" e la ricchezza delle diversità in contesti in cui vivono persone provenienti da tutto il mondo.
A Busto l’incontro si è svolto al piano socialità nella sezione "comuni" e nella sala colloqui nella sezione tossicodipendenti. Ad accompagnare la piccola festa, dolci comprati alla macelleria islamica e la pizza preparata al laboratorio interno dell’istituto. Il diacono ha portato il messaggio del vescovo di milano.
A Varese, dopo la preghiera del venerdì recitata in una sala al piano terra, il cappellano Don Marco ha coinvolto i presenti in una riflessione. Ad accompagnare il momento thè e dolci maghrebini.
Ma non sono solo le percone detenute di fede musulmana a partecipare questi momenti. Proprio per coinvolgere tutti in questo percorso, ai due momenti conclusivi hanno partecipato la direzione e la polizia penitenziaria, gli educatori, i cappellani, il consorzio SolCo Varese, Enaip, associazione Mezzobusto (a Busto), cooperativa L’Una – in adesione a SolCo e ente gestore del laboratorio di panetteria (a Busto).
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