Il turismo e la sindrome del pasticcino
Grandi proclami e piccoli progetti. Il tour ci fa riflettere rispetto a come si promuove il turismo nella nostra provincia
Con Ispra abbiamo passato la metà dei comuni. Ci restano per la verità i grandi centri, però la maggior parte della provincia è stata visitata e sono ben undici i giornalisti che hanno lavorato nelle varie tappe. A loro si aggiunge poi il sapiente e paziente lavoro di Mariangela, la vera regia del 141tour.
Vi diciamo subito che siamo molto contenti per come sta andando. Un’esperienza ben oltre le nostre aspettative. Ora possiamo dire con ragione che ai tre obiettivi che ci eravamo dati se ne è aggiunto un quarto: promuovere e far conoscere meglio la nostra terra. Ce lo state dicendo voi in continuazione ringraziandoci in varie forme. Siamo contenti anche per questo.
Ci capita spesso di ricevere telefonate in cui ci raccontate di esser andati per la prima volta in un posto grazie al racconto che ne avevamo fatto.
A questo si aggiungono alcuni riconoscimenti addirittura internazionali. Scribble live, la società canadese proprietaria del live blog, considera 141tour come la migliore case history iperlocal.
Con il passar dei giorni, e anche l’approssimarsi del Ferragosto scattano anche altre considerazioni. Sono anni che Varese investe e discute della propria vocazione turistica. Anni in cui i cambiamenti sono stati epocali. La nostra provincia si è mossa, ha cercato di trovare proposte e soluzioni, ma lo ha fatto come sempre a modo suo: o con grandi proclami e progetti, manco fossimo le Dolomiti o il Garda, oppure con la classica sindrome del pasticcino. Tutti capaci di far dolcetti e ognuno convinto che il suo sia il migliore. Ne è una prova la risposta dell’assessore alla chiusura della funicolare a ferragosto. Varese ha bellezze incredibili, ma deve avere anche l’umiltà di considerare il fatto che poco è così attrattivo da solo da far viaggiare qualcuno fino da noi per una specifica e forte ragione.
A questo si aggiunge una totale miopia di chi dovrebbe avere il governo di questo settore. Provate a fare ricerche in rete e raccontateci cosa trovate. Nessuna pianificazione sui social, nessuna presenza sui siti che contano e che fanno scegliere il turista, nessuna interazione con i grandi vettori di traffico. Eppure basterebbe copiare. Questo rispetto all’attrarre da fuori, ma quello che più lascia l’amaro in bocca è l’incapacità di far conoscere ai cittadini stessi della provincia le proprie bellezze. Tutti noi saremmo i migliori ambasciatori della nostra terra, se solo lo volessimo o sapessimo come fare. Purtroppo si preferisce fare altro e dovremmo continuare a sentire le solite promesse e le solite lamentele di tanti cittadini che credono che il Varesotto non valga una vacanza, senza rendersi conto di quanto sia limitata una simile posizione. Certo che se pensiamo di attrarre turisti a Cairate per vedere un monastero davvero mozzafiato e poi c’è solo un bed & breakfast e nessun luogo dove mangiare, di strada da fare ne avremo davvero tanta.
Il 141tour apre finestre e porte. Lo sta facendo con tanti limiti, ma anche con tutta l’umiltà e la disponibilità possibile. È la prima volta che si lavora a un progetto così complesso. Approfittiamone.
Da lunedì si riparte. Ci auguriamo di sentire ancor di più una vostra presenza. Suggerite e proponete. Saremo in giro anche con voi.
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