«La notte racchiude le cose dell’indomani»
Attori, drammaturghi e musicisti hanno lavorato di notte al Castello di Monteruzzo per la residenza teatrale sotto la direzione di Mamadou Dioume, dando vita alla rappresentazione teatrale che sarà messa in scena il 31 agosto, prima del debutto all’Elfo Puccini di Milano
Un’idea, nove attori, cinque drammaturghi, tre musicisti, oltre duecento anni di storia. Sono questi i numeri di un progetto teatrale unico in Italia che ha preso vita nelle sale del Castello di Monteruzzo a Castiglione Olona. Una residenza teatrale promossa da Atelier Teatro di Milano, sotto la direzione artistica di Mamadou Dioume (nella foto con Kossi Efoui) attore, regista teatrale e pedagogo senegalese. Per tre settimane, dal 13 al 2 settembre, attori, musicisti e drammaturghi lavorano insieme negli ambienti del Castello per dare vita alla sceneggiatura e realizzare un vera e propria rappresentazione di corti teatrali. Il risultato è Di corte in corti che verrà presentato in anteprima nella piazza centrale di Castiglione sabato 31 agosto alle 17.00, prima del debutto il 2 ottobre al Teatro Elfo Puccini di Milano.
Da dove nasce questo progetto?
Siamo partiti da lontano. Dopo aver lavorato in giro per l’Europa ho sentito l’esigenza di creare qualcosa di solido in Italia. Formare un gruppo con un progetto ben preciso dedicato al teatro e alla formazione teatrale. Ecco che cinque anni fa a Milano nasce l’associazione Atelier Teatro. Con un percorso fatto di tappe e approfondimento di grandi classici e autori moderni si è arrivati a questo progetto La Residenza di drammaturgia teatrale, dove alcuni artisti scelti durante dei seminari hanno creato un gruppo di lavoro.
In cosa realmente consiste questa residenza?
I drammaturghi hanno proposto le loro storie e guidati da Kossi Efoui, vincitore di numerosi premi di scrittura e considerato una delle più importanti voci della letteratura teatrale francofona, hanno lavorato alla stesura di una sceneggiatura, mentre gli attori provavano le parti e interagivano con essi. I musicisti sotto le direttive di Giulio Berutto componevano le musiche originali intervenendo direttamente nella fase di prova. Volevo un progetto “dal produttore al consumatore”, come va molto di moda dire oggi.
Voi lavorate di notte, dalle sette di sera fino alla mattina, perché?
La notte è un momento importante, ha una luce diversa, interiore. La notte racchiude le cose dell’indomani. Nell’antichità le cose nascevano di sera intorno al fuoco ed anche noi abbiamo prediletto questo momento della giornata. Di notte siamo più disponibili, lontano dagli schemi imposti, più liberi e per un creativo la notte è il momento migliore.
Come siete arrivati a scegliere Castiglione Olona e il Castello di Monteruzzo?
Per la residenza avevamo bisogno di un luogo particolare e quando Brunella Massacesi, presidente dell’Associazione castiglionese Decervellati ce lo ha proposto ci è sembrato perfetto.
Come la storia di questo paese e del castello hanno influito nella realizzazione dello spettacolo?
Quando vivi in luoghi ricci di storia si respira un’energia particolare, difficile da spiegare, un’emanazione magica. Le radici sono qualcosa di molto forte.
Cosa è secondo lei il teatro?
Non si può definire. È il pozzo inesauribile dal quale si può attingere tutto ciò di cui si ha bisogno. Nel teatro c’è la danza, l’architettura, la scrittura, la musica è un’arte trasversale. L’attore non deve solo raccontare una storia ma deve arrivare a suggerire qualcosa. Altrimenti è solo bello e divertente ma la cosa finisce lì..
Residenza Teatrale “CARREFOUR – un crocevia di esperienze” è un progetto ideato da Atelier Teatro di Milano, organizzata con l’Associazione Decervellati di Castiglione Olona, in collaborazione con Il Cavedio di Varese, Institut Français Milano, il patrocinio del Comune di Castiglione Olona, del Comune di Milano e con il contributo di Fondazione Cariplo.
Gli artisti: Mateo Çili, Maura Di Biasio, Vittorio Di Mauro, Marco Giacomini, Massimo Giudici, Flavia Gramaccioni, Noemi Grasso, Cèline Lombardi, Cecilia Montomoli, Giulia Salis, Federica Sansevero, Valentina Scattolin e Andrea Viganò
KOSSI EFOUI – autore, regista e attore. Nasce nel 1962 a Anfoin, in Togo, si laurea in filosofia all’Università di Bénin (Togo). La sua partecipazione ai movimenti studenteschi negli anni ’80, duramente repressi dal regime, lo hanno portato a rifugiarsi in Francia. Nel 1989, riceve il “Grand Prix Tchicaya U Tam’si du Concours théâtral interafricain” per la sua pièce Le Carrefour. Grazie alla borsa di studio Beaumarchais, partecipa alla“résidence d’écriture à la Maison des auteurs du Festival des Francophonies” nel 1992. Ottiene il “Prix du Nouveau Talent Radio de la SACD” nel 1993 e il “Grand prix littéraire de l’Afrique Noire” nel 2002 per il suo romanzo “La Fabrique des cérémonies”. Il secondo romanzo pubblicato da Seuil lo consacra presso il grande pubblico come una delle più importanti voci della letteratura africana contemporanea.
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