Ospedale a ritmo estivo, ma la città non è in vacanza

Cinquanta posti letto chiusi e attività chirurgica ridotta del 30% per 4 mesi. Eppure Varese non si è svuotata e la richiesta rimane alta. Saltano gli interventi programmati mentre il personale fa i salti mortali

Attività ridotta per l’estate ma la città non si svuota. Complice la crisi e la spending review, all’ospedale di Circolo di Varese si parla di turni di lavoro molto intensi.
Il pronto soccorso vive spesso giorni da “bollino nero” e la normale routine non conosce momenti di tranquillità. Sempre intenso il ritmo del punto prelievi e molti ambulatori vendono allungarsi le liste d’attesa. Non va meglio tra i ricoveri e, in special modo, per l’attività chirurgica ridotta in modo consistente a causa della chiusura delle sale operatorie. Una lettrice ci ha scritto lamentandosi del rinvio “all’ultimo minuto” dell’intervento programmato per il marito: « Mio marito doveva fare domani un intervento presso l’otorino all’ospedale di Varese, già tutto programmato mancando poche ore al ricovero, arriva la telefonata che l’intervento è stato spostato x mancanza di sale operatorie libere….. il giorno 6 agosto perdevano validità gli esami preparatori, io mi domando in 40 giorni non hanno trovato un buco? così si dovranno fare nuovamente tutto QUESTO NON è SPRECO?»

L’attività chirurgica nei mesi estivi è stata ridotta del 30% e a rimetterci sono indubbiamente le operazioni programmate dato che i casi urgenti hanno la precedenza. È una situazione che colpisce soprattutto l’ortopedia dove, in estate, i traumi aumentano arrivando ad assorbire quasi l’intera attività. Meno problematica è la scadenza degli esami pre intervento che ha certamente un’elasticità tale da assorbire qualche ritardo. 


Ogni reparto, comunque, sta pagando più o meno lo scotto di un piano ferie doveroso e dovuto ma che non ha fatto il conto con il mancato calo della richiesta: « Sono anni che ormai in estate il carico di lavoro non diminuisce in modo drastico – spiega Francesco Tucci, delegato sindacale Fials – Chi rimane a lavorare in corsia è costretto a carichi superiori al normale. Il piano è stato concordato ma attendiamo la fine dell’estate per chiedere una valutazione all’azienda. La chiusura dei letti si protrarrà fino al 30 settembre, anche se il mese prossimo, qualche letto inizierà a riaprire. Fino a ottobre, comunque, l’ospedale non ritornerà ai ritmi normali».
Il piano ferie non poteva essere fatto altrimenti: il personale ha carichi di lavoro molto elevati, un monte ferie e un monte ore straordinario impressionanti. Il piano assunzioni sta procedendo anche se sono esigue le vere nuove forze, mentre la maggior parte sono stabilizzazioni di contratti già esistenti a tempo determinato.
Certo è che un ospedale a ritmi “estivi” per un terzo dell’anno forse non risponde alle esigenze di una popolazione che ha bisogno per tutti e 12 i mesi. 

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Pubblicato il 13 Agosto 2013
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