Su strada e sul lago… con la stessa bicicletta

Roberto Siviero ha presentato alla Schiranna la sua Shuttle-Bike. La sua tecnologia consente di utilizzare una normale bicicletta anche in acqua

La bicicletta è un mezzo che ti porta davvero ovunque, in montagna e in città, fra i sentieri di campagna e nei boschi; molti non sanno che da qualche anno è possibile utilizzare la propria bici anche sul mare e al lago. L’idea è di Roberto Siviero, ingegnere nell’automazione, ed è nata all’inizio degli anni ’90, durante un estate trascorsa al mare: «Ero in spiaggia e ho visto un gruppo di amici che stavano facendo un escursione con la bicicletta sul bagnasciuga. Ho quindi pensato: certo che alla bici, come mezzo di locomozione, manca solo l’acqua!».
Da lì alla costruzione di un kit apposito il passo è stato breve, soprattutto per chi l’inventore lo fa di professione.

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Lo shuttlebike sul lago di Varese 4 di 17
Nel concreto si tratta di uno zainetto, del peso totale di 11 kg, contenente tutto il necessario per salpare: i galleggianti, gonfiabili attraverso una pompa che si attiva con la pedalata, un propulsore, un timone e i ganci per collegare il tutto alla bici. Le operazioni di montaggio e smontaggio sono davvero semplici, realizzabili in meno di dieci minuti, non servendo chiavi o altri attrezzi “del mestiere”. Qualsiasi bicicletta può essere adattata a questa tecnologia, da una citybike a una mountainbike, persino i mezzi più vintage. Il costo dello zainetto è di 998 euro
Tante le domande dei turisti e dei passanti che si trovavano sul lido della Schiranna questa mattina e che, incuriositi, si sono avvicinati per chiedere informazioni sulla sicurezza e sull’agibilità di questa nuovo ritrovato. Il team, pronto a rispondere, ha più volte assicurato che i galleggianti sono dotati di doppia camera di sicurezza e che la staticità è garantita dalla trazione a prua, collegata alla ruota anteriore. Del resto ne sono stati macinati di chilometri senza incontrare inconvenienti: nel 1999, con lo Shuttle-Bike è stata attraversata la Manica e tra settembre e ottobre, Giuseppe Cianti, ormai esperto di questa particolare disciplina, tornerà ad attraversare lo stretto di Messina, con l’obiettivo di battere il precedente record di 56 minuti. 
 
L’ingegnere Siviero ci racconta il modo in cui si è sviluppato questo progetto: «Inizialmente l’idea era brevettare lo Shuttle-Bike per poi cederlo; ma con l’esposizione del motorshow di Bologna nel 1995 con la vendita di ben 26 esemplari, sono iniziati ad arrivare i primi partner commerciali. Oggi solo il 12% della produzione rimane in Italia, i maggiori acquirenti, infatti, sono Cina, Canada e Usa». Quindi un marchio italiano, la cui produzione si trova a Vigevano, che nel 2001 ha ricevuto il premio per il prodotto dell’anno da “Times Magazine”, ma che stenta ad attecchire nel nostro paese. Lo sappiamo, gli italiani hanno bisogno di più tempo per appassionarsi alle cose e chissà che Varese, visti i suoi laghi, non sia un buon trampolino di lancio.

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Pubblicato il 21 Agosto 2013
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