Quattordici artisti per Derive
Al Monastero del Ritiro e alla galleria Not’Art mostra collettiva per un dialogo tra le culture del Mediterraneo
Dal 15 settembre al 6 ottobre il Monastero del Ritiro e la galleria Not’Art ospiteranno la collettiva “Derive” a cura di Giorgia Romano e Nino Portoghese.
In mostra opere di quattordici artisti provenienti da vari paesi: Selim Abdullah, Azelio Corni, Carmela Corsitto, Markus Daum, Paolo Fichera, Emily Joe, Matthias Loebermann, Salvatore Lovaglio, Francesco Marelli, Antonio Pecchini, Alfredo Romano, Federico Simonelli, Jano Sicura, Annibale Vanetti
La mostra, inserita in un più ampio progetto culturale inteso a stimolare la cooperazione e il dialogo interculturale tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è organizzata dall’Associazione “L’arco e la fonte” e promossa dal Rotary Club Siracusa Monti Climiti, col patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia, dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa e del Distretto 2110 Sicilia Malta del Rotary.
La deriva, concetto polisemico e modello di lettura del mondo globalizzato, è una perfetta metafora della contemporaneità.
Come afferma il sociologo Zygmunt Bauman. si naviga senza una direzione precisa in una società liquida, dove valori, ideali, relazioni si sono disciolti. La deriva o meglio il naufragio dell’arte contemporanea, posto da Giuseppe Fornari in discussione nel testo in catalogo ( Nòmos Edizioni di Busto Arsizio), chiama in causa la crisi della tradizionale Weltanschauung sacrale e religiosa dell’arte intesa come scintilla divina. “Dopo aver stupito per alcuni secoli con innovazioni stilistiche continue e con una proliferazione di geni artistici che non ha paragoni – scrive il critico – l’arte occidentale è esplosa in uno spettacolo pirotecnico di sperimentazioni distruttive della tradizione, fino a giungere a un disorientamento così completo che per usare ancora il termine “arte” bisogna effettuare tante e tali precisazioni da far passare la voglia di parlarne”. Ma l’arte, la cui morte non appartiene al novero dei decessi biologici ma dipende dall’atteggiamento degli uomini, può rinascere, a patto di recuperare “nuove mediazioni capaci di far riscoprire l’esistenza reale del mondo, degli altri”, ovvero “un ritorno di quella lettura artistica della realtà che è stato il grande orgoglio dell’Occidente”.
La mostra osserverà i seguenti orari: da martedì a domenica dalle ore 18,00 alle 22,00.
Successivamente, a partire dal mese di ottobre l’esposizione si trasferirà a Trapani presso la Chiesa di Sant’Alberto; dal 18/ottobre al 2 novembre 2013.
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