Berutti (Pd): “Ecco i veri motivi dello scontro con Farioli”
La consigliera democratica torna sul violento scontro verbale avvenuto venerdì scorso, e spiega le vere motivazioni che stanno alla base di quanto accaduto: "Ha coperto le incapacità sue e della sua maggioranza con gli insulti"
La consigliera comunale del Pd Cinzia Berutti interviene con una lettera a cinque giorni dalla tremenda serata del consiglio comunale di venerdì scorso e lo fa per precisare, dal suo punto di vista, quanto è avvenuto prima e dopo la sfuriata del sindaco, culminata con gli insulti ai consiglieri del Pd. La Berutti si sofferma principalmente sulla questione del nuovo bando per l’affidamento della gestione del Centro Socio Educativo Manzoni, ultimo punto approvato in quel consiglio comunale. Si trattava di un voto importante che ha messo fine ad un lungo periodo di incertezze per il servizio, dopo che il primo bando di affidamento era andato deserto a causa di una convenzione ritenuta irricevibile da qualsiasi ente interessato alla gestione.
Egregio Direttore,
Le scrivo perché ritengo importante che i lettori / cittadini conoscano, dell’episodio verificatosi a margine del Consiglio Comunale, non soltanto, gli aspetti più “folkloristici” , ma anche l’oggetto, vero, della discussione e possano rendersi conto della diversità di opinioni che hanno generato l’aspro confronto. Leggo sulla Prealpina del 27 ottobre che, a seguito del comunicato stampa del PD, il Sindaco Farioli ha voluto esprimere un breve pensiero: “…… Chi conosce i motivi della mia rabbia per il rischio che abbiamo corso rispetto ai sevizi in favore dei disabili, …..”.
Cerco perciò di spiegare quello che il Sindaco considera il rischio che il mio intervento in Consiglio avrebbe causato ai servizi in favore dei disabili.
Il mio intervento riguardava le linee di indirizzo ( 480 / 2013 Delibera della Giunta relativa al Servizio CSE Manzoni) che il consiglio comunale avrebbe dovuto deliberare per la predisposizione del bando che verrà svolto per l’assegnazione delle attività del CSE e non la cessazione o revoca del servizio svolto.
Mi corre, pertanto, l’obbligo di:
1. ricordare che il precedente bando, la cui gara era andata deserta, era stato predisposto dopo un anno di proroga del servizio, perché l’Amministrazione non aveva provveduto per tempo
2. evidenziare che, come minoranza, abbiamo presentato una serie di emendamenti per migliorare gli indirizzi, contenere i costi per le famiglie ed evitare il disastro della prima proposta
3. dare atto che il sindaco, non avendo più argomenti, si è accanito sulla minoranza per tentare di coprire l’incapacità della sua maggioranza che non ha ancora affidato il servizio.
Trovo veramente singolare il fatto che il sindaco giudichi “….rischiose…….” le possibili “…..diverse opinioni…..” che la dialettica democratica consente….. Strano concetto di democrazia.
Se poi, pur avendo i numeri, l’incapacità di decidere del sindaco e della sua maggioranza si deve nascondere in un attacco alla minoranza lasciamo ai suoi lettori ogni commento.
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