Pene finto all’antidoping, chiesta la squalifica per Licciardi
La procura nazionale ha deferito il siepista di Arcisate e richiesto due anni e sei mesi di stop. Coinvolta anche la fidanzata dell'atleta per cui è stata domandata l'inibizione
Si rischia – lo sappiamo – di ricalcare il testo di una delle canzoni più famose di Elio e le Storie Tese ("John Holmes") nel trattare la vicenda che vede coinvolto Devis Licciardi, siepista di Arcisate e tesserato per l’Aeronautica Militare – da cui si è dimesso – sorpreso a utilizzare un pene finto con urina "pulita" durante un controllo antidoping al termine di una gara podistica disputata a Molfetta a metà settembre.
La notizia torna oggi d’attualità perché la procura antidoping del Coni (qui il comunicato) ha deferito oggi l’atleta valceresino al Ttribunale Nazionale Antidoping e ha chiesto che venga squalificato per un periodo di due anni e sei mesi. Oltre a Licciardi il procuratore ha chiesto di sanzionare anche la sua fidanzata, Sara Malpetti, che ha ammesso l’acquisto del pene finto su un sito web specializzato e che avrebbe anche fornito l’urina che il siepista ha cercato di utilizzare nell’ambulatorio di Molfetta. Per Malpetti, che non è tesserata per la Fidal e quindi non può essere squalificata, è stata quindi richiesta l’inibizione per due anni. Se ciò fosse accolto la ragazza non potrebbe né tesserarsi né frequentare gli impianti sportivi e le zone destinate agli atleti e nemmeno prendere parte a manifestazioni sportive su tutto il territorio nazionale.
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