Dopo le botte, tra Cairate e Olimpia è alta tensione
Le dichiarazioni dei protagonisti dopo la bagarre scoppiata nel finale della gara di Coppa Italia. Domenica la sfida si gioca a Ponte Tresa per la testa del campionato di Promozione
Ricostruire cosa sia successo non è semplice, come accade quando le versioni in campo sono due. L’allenatore dell’Olimpia Enzo Rinaldi attacca frontalmente il dirimpettaio Pasquale Curatolo, reo secondo il mister di Ponte Tresa di «aver creato tensione fin dalla scorsa estate, dopo la sconfitta subita dal Cairate nella finale playoff – spiega -. Ha lanciato accuse e frecciatine per tutta l’estate, creando tensioni inutili anche nei suoi giocatori, che hanno segnato il primo gol con un nostro uomo a terra». Sui momenti di bagarre a fine partita, è Giordano Giglio, numero uno dell’Union Cairate, a raccontare la dinamica: «Il nervosismo è esploso dopo l’espulsione del loro portiere. Il mister Rinaldi ha deciso di uscire dal campo, ma passando davanti alla nostra panchina ha minacciato i miei compagni dicendo “Domenica è meglio che non vi presentate a Ponte…”. Calandrino, la nostra punta uscita dal campo poco prima a quel punto gli ha chiesto spiegazioni per quelle frasi: Rinaldi ha girato i tacchi, gli ha afferrato la maglietta e gli ha rifilato una testata sul naso. A quel punto il nostro accompagnatore e altri miei compagni sono scattati, come è logico in una situazione del genere, scatenando una mega rissa dove sono volati calci e pugni. La cosa che mi lascia perplesso è che tutto è avvenuto sotto gli occhi della terna arbitrale e delle tribune, dove c’erano dirigenti e giocatori di altre squadre che hanno visto tutto e possono testimoniare senza problemi». Accuse che Rinaldi bolla come «squallide bugie. Sono io ad essere stato aggredito da cinque dei loro».
omenica c’è la sfida di campionato a Ponte Tresa, per cui l’Union Cairate ha chiesto al Questore di vigilare e alla Lega di giocare a porte chiuse. Il portiere Giglio, dal canto suo, si dice tranquillo e deciso a giocarsela sul campo: «Con loro ho già vinto tante volte quando giocavo a Cassano – racconta -. Due anni fa ho anche segnato dalla mia porta. Andiamo là e giochiamo a pallone, senza pensare ad altro e senza farci condizionare dall’ambiente esterno». Anche Rinaldi cerca di stemperare il clima: «Vengano qui tranquilli – spiega l’allenatore dell’Olimpia, per il quale si profila una lunga squalifica -. Cercheremo di vincere sul campo: noi non siamo dei violenti e non vogliamo essere bollati come tali. Per me è finità lì, non voglio alimentare tensioni o polemiche, ma dico anche basta agli insulti gratuiti» .
Il tecnico del Cairate Pasquale Curatolo, che seguiva la gara dalla tribuna per una squalifica precedente, si dice allibito per quanto successo: «Non credo di aver alzato la tensione di questa partita con affermazioni, nè in estate, nè nei giorni scorsi. La gara di ieri è stata nervosa, ma non eccessivamente fisica e nell’occasione del primo gol, alla quale fanno riferimento i signori dell’Olimpia, stava all’arbitro decidere di fermare il gioco». Il tecnico grigiorosso, inoltre, spiega: «Non credo che ci siano le condizioni per giocare domenica. Abbiamo avvertito il questore di Varese e chiesto alla Federazione quanto meno di giocare a porte chiuse; ora aspettiamo il responso. Voglio sottolineare che con la società tresiana ci sono rapporti cordiali e, anzi, ad inizio gara con un loro dirigente prima della partita ci siamo spiegati riguardo ad un fatto precedente e ci siamo chiariti senza problemi».
Di sicuro della partita di ieri si parlerà a lungo e gli strascichi saranno lunghi, ma speriamo che domenica, almeno questa volta, a vincere sarà il calcio e la cultura sportiva.
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