Ere commovente, Hassell invisibile

Il capitano esce in lacrime per l'ennesima sconfitta. Bravo Clark, ma il pivot affonda e Sakota fa anche peggio a livello numerico

SCEKIC 5,5 – Rispetto ad Hassell fa tantissimo, soprattutto in attacco dove con il mestiere porta a casa 9 punti. Ma le difficoltà a rimbalzo – ne acchiappa due in 21′ – sono una condanna per Varese che su quel versante paga dazio in modo pesantissimo (47-33 per Lubiana il saldo finale).

SAKOTA 4
– Cinque tiri sbagliati e un solo rimbalzo in 20′, la compartecipazione alla palla persa finale, -8 di valutazione. Anche volendo premiare l’impegno, che c’è stato, non possiamo andare sopra un’insufficienza grave.

COLEMAN 6 – Dobbiamo giudicare quello che abbiam visto in campo? Ok, e allora diciamo di un Coleman imprendibile nel primo quarto e di uno irritante nel terzo, quando le sue forzature aprono il campo alla fuga dell’Olimpija. Con le due versioni sotto gli occhi Frates non ha dubbi: meglio tenerlo seduto, e su questo siamo d’accordo con il coach.

RUSH 5Poer fioeu, verrebbe da dire a un certo punto. Vuole scrollarsi di dosso gli incubi vissuti con Brindisi, si affida alla sua elasticità e la gente è disposta anche ad applaudirlo quando zompa davanti a ogni attaccante. Poi però si va verso il canestro di Lubiana, e da quella parte non ne fa una giusta.

CLARK 7,5 – Tredici punti in fila quando tutto sembra perduto, nello spazio di pochi minuti. Se oltre a Ere c’era un altro che questa sera non meritava di perdere è Clark, che rasenta l’assurdo nei suoi alti e bassi ma che stavolta non ha niente da farsi rimproverare.

DE NICOLAO 5 – Da salvatore della patria a impiccato nel giro di pochi secondi: prima infila un triplone di mani, cuore e attributi, poi spegne il cervello per il lancio “non completato” che regala a Lubiana la palla della vittoria.

HASSELL 4 – Più falli (5) che canestri (uno, su sei tentativi) o rimbalzi (4). Il pivot titolare non può permettersi serate simili contro un buon Omic che all’andata era stato tutt’altro che impressionante. Da dimenticare.

ERE 9 (foto S. Raso)Se abbiamo visto bene dalla nostra “piccionaia”, mentre esce dal campo si asciuga le lacrime. Il capitano gioca una partita a tratti mostruosa, tritura i difensori, segna e si prende tutte le responsabilità nella buona e nella cattiva sorte. Con dieci Ere, ma anche solo con cinque, saremmo da Eurolega sparata. Commovente.

POLONARA 4,5 – Il tiro della vittoria sbagliato da 2 metri al 40′, i troppi tentativi da lontano a scapito delle sue sane scorribande verso il ferro, qualche amnesia difensiva. Riempie la partita di errori interrotti qua e là da qualche lampo, ma per lasciare il segno in Europa ci vuole ben altro.

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Pubblicato il 20 Novembre 2013
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