Il “badante assassino” estradato da Malpensa

La storia di Miguel Angel Torres ha fatto notizia: uccise la moglie, fece perdere le tracce viveva in Italia assistendo in casa una coppia di anziani. Aveva tentato anche di "cancellarsi" le impronte digitali

Malpensa è un po’ porta d’Italia e da qui passano anche storie incredibili. Come quella di Miguel Angel Torres, "super-ricercato" dalla Polizia americana scovato a Bologna dove faceva il badante prendendosi cura di una coppia di anziani: la storia finì su molti giornali nazionali e ha avuto una conclusione (almeno per la parte "italiana") con il rempatrio curato pochi giorni fa dalla Polizia di Frontiera di Malpensa, che ha riconsegnato l’uomo alle autorità statunitensi.

Miguel Angel Torres era uno degli uomini più ricercati dagli U.S. Marshall statunitensi, considerato "armed and dangerous", "armato e pericoloso": sulla sua testa pendeva una taglia di 25.000 dollari, è infatti accusato di aver ucciso nel settembre del 2005 la moglie Barbara, che aveva appena ottenuto un ordine restrittivo nei suoi confronti. Il cadavere della donna fu rinvenuto colpito almeno un colpo d’arma da fuoco alla  nuca nel parcheggio di un supermercato in Pennsylvania, mentre l’auto della stessa fu poi ritrovata a qualche chilometro di distanza; le indagini portarono a concentrare gli indizi sull’uomo che nel frattempo però fece perdere le sue tracce. Il Torres è stato rintracciato ed arrestato nel marzo scorso dall’Interpol a Bologna dove si nascondeva da almeno due anni e mezzo sotto il falso nome di Rondon Renè, di professione badante per due anziani signori della Bologna bene. Per far perdere definitivamente le proprie tracce si era procurato anche delle abrasioni ai polpastrelli, per evitare il riconoscimento con impronte digitali. Pare che lo stesso si fosse, dopo l’omicidio negli Stati Uniti, dapprima recato in Repubblica  Dominicana dove, acquisita la falsa identità, aveva sposato una donna italiana di 75 anni per poi separarsene e trasferirsi appunto in Italia. Il Torres in attesa del processo per l’omicidio della moglie, per il quale rischia due ergastoli  (uno per i ripetuti atti di stalking e mancato rispetto delle prescrizioni dei giudici ed uno per l’omicidio stesso), ma è stato già condannato a risarcire oltre 40 milioni di dollari ai familiari della  donna uccisa.

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Pubblicato il 26 Novembre 2013
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