Il “bottino” rubato in Amsc e i lingotti in Svizzera
Mauro Alessi è ancora a Regina Coeli a Roma, ma tra pochi giorni sarà interrogato. Ha detto di aver fatto tutto da solo, ma rimangono ancora alcuni nodi: perché una parte dei soldi erano stati portati in Svizzera?
A quanto ammonta il “bottino” trafugato dalle casse di Amsc da Mauro Alessi, il cassiere infedele? Il cassiere di Amsc si trova ancora nel carcere di Regina Coeli a Roma, in attesa dello spostamento a Busto Arsizio, dopo che settimana scorsa il pubblico ministero Francesca Parola ha dato il nulla osta al trasferimento (da oggi, lunedì 18 novembre, il fascicolo passa alla Procura di Busto). A distanza di otto giorni resta da definire esattamente la consistenza del tesoretto che Alessi stava cercando di mettere al sicuro: di certo si sa l’importo dei contanti, 724mila euro, ma resta da chiarire il valore dei lingotti d’argento che si troverebbero in Svizzera. Anche questa scelta rappresenta un elemento interessante: perché Alessi ha portato con sé un quantitativo notevole di denaro contante (e di argento) e avrebbe invece depositato un’altra parte in Svizzera?
La differenza tra i contanti che Alessi aveva a Roma e l’importo complessivo che manca non è di poco conto, considerato che Amsc ha quantificato in 1.127.000 euro l’ammanco complessivo, circa 400mila euro in più rispetto ai soli contanti. Cosa avrebbe fatto Alessi con i lingotti in Svizzera? È possibile che fossero destinati ad altre persone coinvolte nella truffa? Nei primi interrogatori di garanzia Alessi, ammettendo il furto e ricostruendo in parte anche le modalità operative seguite, ha detto di aver fatto tutto da solo e che non vi sarebbero altre persone coinvolte nella maxitruffa, che – stando agli elementi fin qui raccolti – riguarda con certezza almeno i primi 7 mesi del 2013.
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