Soldi rubati alla Amsc, spuntano altri lingotti in Svizzera
Mauro Alessi avrebbe acquistato delle cassette di sicurezza oltrefrontiera per nascondere 100 chili in argento, ricavati dalle bollette del gas dei gallaratesi (valore 400mila euro)
Il cassiere infedele della Amsc avrebbe nascosto, in Svizzera, una parte rilevante dei soldi sottratti alle bollette dei gallaratesi, dopo averli cambiati in lingotti di argento. Mauro Alessi, 34 anni, è stato arrestato, con l’accusa di peculato, domenica mattina, e con la valigetta contenente 724mila euro e 20 chili di lingotti. Ma ai carabinieri del Casilino a Roma, mentre maldestramente stava per seppellire la valigetta nel parco di “Tor Tre Teste”, ha detto che aveva già acquistato delle cassette di sicurezza oltrefrontiera, dove avrebbe stipato altri 100 chili di lingotti in argento, per un valore che potrebbe arrivare fino a 400mila euro. L’uomo sarà interrogato, nelle prossime ore, dal gip di Roma, e se confermerà queste dichiarazioni, la procura di Busto Arsizio dovrà cercare di attivare le procedure internazionali per chiedere la restituzione del denaro. Alessi, lo scorso giugno, si era recato per tre settimane a Cuba, e secondo i carabinieri di Gallarate guidati dal capitano Michele Lastella stava pianificando una fuga in un paese caraibico. La pm Francesca Parola ha emesso il decreto di fermo, dopo che l’8 novembre scorso, a poche ore dalla denuncia spiccata dalla Amsc, Alessi si è reso improvvisamente irreperibile: ha spento i telefoni e ha fatto sapere ai colleghi della Amsc che lo erano andati a trovare a casa, per notificargli una contestazione rispetto alle dimissioni che aveva firmato il giorno prima, che per un po’ non sarebbe stato in città. Un pericolo di fuga confermato anche dalle intercettazioni: queste hanno permesso agli inquirenti di capire che domenica, Alessi, aveva passato la notte dalla fidanzata 28enne che abita a Roma. La donna aveva chiamato i parenti dell’amico, a Gallarate; era stata intercettata e individuata, quando poi il cassiere infedele ha improvvisamente acceso il suo cellulare, forse per verificare se avesse dei messaggi, il suo numero è comparso nella cella di Tor
Tre Testa a Roma, ed è apparso chiaro che si trovava, nello stesso luogo, in compagnia della ragazza. I carabinieri, a quel punto, si sono disposti in servizio di pattugliamento, fino a che un cittadino, che stava portando il cane a passeggio nel parco, ha chiamato in caserma riferendo che c’era un uomo intento a seppellire una valigia.
Fin qui, i particolari dell’arresto, ma le modalità del peculato, e soprattutto la durata del periodo in cui è stato commesso il reato, colpiscono. (nella foto, il pm Francesca Parola, il procuratore Gianluigi Fontana, il capitano Michele Lastella)
I DATABASE TAROCCATI
Il raggiro è stato scoperto il 4 novembre, quando l’azienda ha avuto la certezza che vi erano degli ammanchi in cassa. La denuncia ai carabinieri è stata presentata il 7 novembre. Il presidente Praderio ha osservato che c’è stato bisogno di verificare se le incongruenze fossero dovute a errori e ad ammanchi dolosi. Il sistema dei controlli interni di Amsc, tuttavia, secondo il procuratore capo della repubblica Gianluigi Fontana non ha funzionato in maniera efficiente. La segnalazione degli ammanchi, infatti, è partita da un controllo di revisori esterni alla Amsc, i quali stavano effettuando una valutazione del ramo d’azienda Gas Commerciale, in vista di una cessione. Secondo le indagini, Alessi aveva messo in atto il suo meccanismo di sottrazione di denaro per i primi 7 mesi del 2013, ma anche nel 2012 starebbero emergendo problemi. I successivi controlli dei carabinieri hanno tenuto conto del fatto che c’erano due cassieri, ma mentre il primo aveva svolto con meticolosità ogni operazione, l’altro era invece palesemente in difetto. I carabinieri parlano di accessi nel sistema informatico quasi giornalieri, con sottrazioni che, in certi casi, sono state di 5mila euro in una volta sola. I database venivano taroccati di continuo. Spesso anticipando alcuni pagamenti, per coprire le ruberie del giorni prima, in una sorta di quotidiano gioco delle tre carte con le entrate e uscite di cassa. Quanto alle possibilità connivenze, in procura non si sbilanciano, allo stato dei fatti Alessi è l’unico indagato. Figlio dell’ex comandante della polizia locale, non ha ancora spiegato il movente di un raggiro così evidente.
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