Fare il commerciante in Francia è molto più semplice
Marco Panosetti ha un negozio di fiori. Per dieci anni ha vissuto a Mentone dove faceva il ristoratore, poi è rientrato. «Tutto cambia nel mondo, tranne la burocrazia italiana, sempre uguale a se stessa»
«Fare il commerciante in Francia è molto più semplice». A parlare è Marco Panosetti, 50 anni, proprietario di un negozio di fiori a Cuvio. Un’attività che esiste da altrettanti anni e sorge dove un tempo c’era la serra di famiglia. «Erano gli anni Ottanta – racconta Marco – quando i miei genitori decisero di aprire qui, perché c’erano tutte le condizioni per mettere in piedi un buon commercio di fiori e piante».
E di fatto è stato così fino a quando nel 2000 Marco decide di andarsene all’estero, la nuova destinazione è Mentone, in Francia: il suo sogno è aprire un ristorante in Costa Azzurra. «Ho sempre amato il mare – racconta il fiorista- ed è stata questa la spinta principale ad andarmene. Poi, una volta arrivato a Mentone, ho capito che aprire un’attività era molto più semplice che da noi. Le autorità arrivano sul posto, ti dicono quello che devi fare, controllano senza arroganza e verbali e se hai fatto tutto in regola puoi lavorare. Ma soprattutto, non vengono cinquanta soggetti diversi a controllare, a chiedere e pretendere, come purtroppo avviene qui in Italia».
In Francia Marco rimane dieci anni, poi è costretto a rientrare a causa della morte del padre, la madre infatti non se la sente di mandare avanti il negozio di fiori da sola. Una volta ritornato in Italia, però, si scontra nuovamente con la burocrazia e le tasse asfissianti che nel frattempo si sono anche moltiplicate. «Io sono fortunato – dice il fiorista – perché non devo pagare un affitto altrimenti con i rincari della tassa sui rifiuti sarebbe dura tenere aperto. La cosa però che più mi colpisce, quando vado nei vari uffici pubblici, è il senso di incertezza che la burocrazia genera nel cittadino, tutti si devono informare prima di darti una risposta, come se nulla fosse certo».
L’unica certezza per Marco è la bellezza dei fiori: «Cambia il mondo, cambia la tecnologia, ma il fascino della rosa è sempre lo stesso. Purtroppo anche la burocrazia italiana non cambia».
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