“Il Giulio” abbassa la saracinesca per l’ultima volta

Domani chiuderà lo storico fruttivendolo di Schianno. Dopo 53 anni passati prima nel negozio dei genitori e poi nel suo, ora è costretto a lasciare l'attività. "E' stata la mia vita, ma ormai tutto è cambiato"

 “Il Giulio” chiude. La notizia rimbalzava già da qualche settimana a Schianno, ma adesso è ufficiale e c’è anche una data: sabato 7 dicembre. Domani sarà quindi l’ultimo giorno di lavoro del fruttivendolo del paese, anche se definirlo così è davvero riduttivo: Giulio Gavazzi, 65 anni, 53 dei quali trascorsi nel centro storico di Schianno, è come il Duomo per Milano, un’istituzione. Il suo piccolo negozio è da sempre luogo di incontro, di chiacchiere, insomma di condivisione vera. Giulio chiude perché, dalla morte di Virginia quattro anni fa, la moglie con con cui ha condiviso vita e lavoro, non riusciva più a gestire i turni massacranti del negozio .
“Ho sempre lavorato – dice Giulio – Io e mia moglie non abbiamo mai chiuso, abbiamo fatto pochissime vacanze: per noi tenere aperto il negozio era una questione di rispetto. Mi alzavo all’alba per andare a comprare la frutta a Milano e uscivo di qui che era già buio. Questi ritmi però adesso sono diventati insostenibili: un mese fa ho deciso di non tenere più i giornali poi è arrivato il momento di abbassare la saracinesca per sempre. Non sarà facile, ma devo farlo. I costi sono diventati insostenibili. Non posso sacrificare il resto della mia vita e miei risparmi, anche se è un dolore davvero forte”.
Il magone è lì che sale e scende, amplificato dagli scaffali quasi vuoti e dai clienti che entrano e salutano con un sorriso un po’ triste.
“Chissà dove andremo a comprare frutta e verdura – dice una signora che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio – ma alla fine non è questo che ci importa davvero: ci mancherà il Giulio, la nostra tappa fissa della mattina. Qui a Schianno non c’è niente per noi e il fruttivendolo era un posto sicuro, dove scambiare anche due parole. E’ davvero triste”.
“Penserò ai miei nipotini, farò qualche passeggiata e vedrò anche un po’ di mondo – dice Giulio -domenica sono riuscito ad andare alla fiera di Rho-Pero, la domenica non andavo mai in giro: c’erano i giornali da gestire e il lavoro del lunedì presto. Insomma, le mura di questo negozio sono stata la mia unica casa per troppo tempo”.
Ma si sente che non è tanto convinto di quel che dice e che tra frutta e verdura avrebbe passato volentieri anche i prossimi vent’anni. Domani saranno in tanti a salutarlo. E speriamo che siano in tanti anche nel momento in cui abbasserrà la saracinesca per l’ultima volta. Il Giulio se lo merita.

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Pubblicato il 06 Dicembre 2013
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