Orti urbani comunali, arriva il regolamento
Saranno cento gli spazi da coltivare, in zona Madonna in Campagna. Intorno al progetto c'è molto interesse, venerdì si approva il regolamento, poi a gennaio il bando
Prende forma il progetto degli "orti urbani" di Gallarate, finanziato anche grazie al progetto Critical MAS sostenuto da Fondazione Cariplo e associazioni cittadine: individuati i terreni su cui realizzare cento orti (a Madonna in Campagna), ora si deve approvare il regolamento, prima di passare alla fase operativa, con l’apertura del bando per l’assegnazione degli spazi verdi.
Il regolamento è stato presentato tre settimane fa in commissione, nove punti per definire le modalità di assegnazione e di gestione, per fare in modo che le regole siano chiare: venerdì 6 dicembre dovrebbe essere approvato definitivamente. Due sono i punti più interessanti: il bando per l’assegnazione e i costi di affidamento dei piccoli appezzamento. Per quanto riguarda il bando, per partecipare bisogna essere maggiorenni, essere residenti nel Comune di Gallarate e non si dovrà avere in uso altro terreno coltivabile a Gallarate a titolo gratuito (più o meno le regole che valgono anche altrove). Il bando prevederà un punteggio: 3 punti a persone che presentino l’ISEE (opzionale) inferiore a 10mila euro; 2 a disoccupati cassaintegrati, studenti e pensionati; 1 alle persone che non rientrano nelle categorie precedenti). Importante però è anche l’altra indicazione: "a parità di condizioni, si seguirà l’ordine di presentazione della domanda, fino a esaurimento dei lotti disponibili".
Quanto ai costi: il canone annuo dell’orto è
di 0,50 euro a metro quadro, il che significa che ogni orto (grande 40 metri quadri) costerà 20 euro l’anno all’assegnatario. «Un costo che abbiamo ritenuto sostenibile anche da chi, magari con reddito molto basso, vuole coltivare l’orto anche per risparmiare qualcosa sulla spesa», spiega l’assessora all’ambiente e partecipazione Cinzia Colombo. Il primo anno è prevista una "cauzione" di 20 euro, come penale nel caso ci fossero inadempienze al regolamento. Nelle regole da seguire ci sono regole basilari (i divieti di "allargare" il proprio orto a scapito di quelli degli altri) e qualche regola più specifica, come l’indicazione per l’orticoltura biologica e il divieto di usare concimi o altri prodotti chimici.
La durata: l’assegnazione dell’orto è triennale, dal primo bando. «Contiamo di poter partire a gennaio, con il bando» spiega Colombo. Il che significa che gli assegnatari avrebbero a disposizione l’orto per tre cicli di colture. La realizzazione degli spazi coltivabili sui due terreni sarà affidata alla Cooperativa Officina, una delle realtà che partecipano al progetto Critical Mass (qui il sito ufficiale).
L’esperienza degli orti comunali (urbani o sociali) è ormai molto diffusa, ci sono diversi esempi anche nei Comuni intorno a Gallarate (nella foto, Ferno), mentre in altre realtà più cittadine come Busto c’è qualche difficoltà a individuare terreni, nonostante l’interesse di aspiranti "contadini urbani". Si parte ora dal quartiere di Madonna in Campagna, uno dei tre rioni inseriti nel progetto Critical Mas, che tocca anche Arnate e Sciarè e prevede un co-finanziamento tra Comune e associazioni aderenti, oltre che da Fondazione Cariplo. Germano Dall’Igna, consigliere comunale d’opposizione, è favorevole all’operazione, ma chiede anche – rispetto ai costi sostenuti dal Comune – che «siano esplicitati e magari inseriti in altri capitoli di spesa a bilancio». L’idea degli orti urbani è comunque in generale condivisa e Dall’Igna chiede anche di sapere se ci siano «anche altre aree della città previste per orti urbani».
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