Risulta deceduta e perde la pensione
Lo sbaglio nella trasmissione dei dati per un'omonimia è costato caro ad una pensionata. Segnalato l'errore l'Inps ha però provveduto a resttuire quanto dovuto
Partita verso Cremona per vegliare sugli ultimi istanti di vita del fratello torna a casa e scopre di essere “morta” a sua volta, secondo la burocrazia. È successo ad un’anziana signora di Cuasso al Monte, Anna il suo nome, che nel mese di ottobre ha perso il fratello che abitava a Cremona. Per un inspiegabile inghippo burocratico, una volta seguite le pratiche del funerale e dopo essere tornata a casa, non è più riuscita a riscuotere la sua pensione.
A segnalarcelo è stata una vicina di casa che si è occupata di seguire la donna in questa vicenda:
volevo segnalare cosa è successo alla mia vicina: (…) dopo il suo ritorno siamo andate allo sportello e scopriamo che l’Inps ha fatto il 2×1, infatti, la signora risultava deceduta la stessa data del fratello. Ci hanno chiesto un certificato di esistenza in vita che risultasse tuttora vivente per ripristinare la pratica della pensione per errato decesso. Io mi domando perché per levare una pensione non hanno richiesto un certificato di morte, mentre per ripristinare la pratica chiedono un certificato di stato esistenza in vita?
La situazione sembrava essere risolta così, non fosse che, presentate le carte la donna si è vista rispondere che la pensione sarebbe stata ristabilita nel mese di febbraio 2014. Abbiamo perciò chiesto all’Inps di Varese come stessero le cose e, fortunatamente, la situazione sembrerebbe essersi risolta diversamente:
Una volta accertato l’errore a seguito di segnalazione effettuata da terzi allo sportello in data 9 dicembre 2013 , la sede INPS di Varese ha attivato urgentemente la procedura per un pagamento fuori dai canali ordinari per andare incontro tempestivamente alle giuste esigenze della pensionata. Si è provveduto, pertanto, a dare immediata disposizione di pagamento a mezzo accredito sul libretto postale della pensionata della rata di novembre (già accreditata e successivamente e automaticamente recuperata dall’ufficio postale), di dicembre e della tredicesima 2013, nonché a provvedere anche ad un acconto della rata di pensione relativa al prossimo mese di gennaio 2014 dato che le procedure di ripristino della pensione eliminata non possono essere riattivate prima del mese di febbraio 2014. A decorrere dalla predetta rata di febbraio 2014, la pensionata riprenderà a percepire regolarmente la rata di pensione.
Segnalando che per l’effettivo pagamento delle suindicate spettanze sono necessari tempi tecnici di alcuni giorni, l’Istituto, sempre attento ai bisogni dei cittadini, si scusa con la pensionata per l’inconveniente e il disagio provocatole.
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