Studenti italiani più bravi. Ma non basta
Presentati i risultati dell'indagine dell'Ocse che ha valutato le competenze dei quindicenni di 65 paesi in lettura, matematica e scienze. I numeri rimangono i più indigesti
Studenti italiani più preparati ma non ancora nella media europea. I dati dell’indagine Ocse-Pisa presentati questa mattina dal Ministro dell’Istruzione Carrozza, dipingono una situazione in chiaro scuro. Mentre, rispetto al 2009, le competenze in italiano, scienze e matematica hanno fatto registrare un progresso, il nostro paese si colloca comunque al 32esimo posto su 65 paesi indagati, in coda, quindi, ai paesi più industrializzati. La Germania ci surclassa, ma anche Francia e Regno Unito sono decisamente più avanti in tutti e tre gli ambiti.
Quello che emerge è anche la netta divisione tra Nord e Sud con i ragazzi di Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia che raggiungono valori al di sopra della media Ocse, mentre i quindicenni di alcune aree meridionali occupano un posto basso nella classifica tra Turchia e Romania. Nel Mezzogiorno, rileva il Rapporto Ocse, si concentrano gli studenti ”poveri di conoscenze”, definiti come quelli che non superano il primo livello di competenze, in una scala di 6 livelli
Nell’indagine condotta lo scorso anno, il Pisa (Programme for International Student Assessment) si è concentrato sulle competenze degli studenti in Matematica, dove l’Italia si piazza al 32° posto con 485 punti in media. Molti, quindi, i quindicenni al di sotto delle competenze minime e pochissimi quelli che si piazzano ai livelli più alti, al livello 5 e 6 (9,9%)
I risultati sono leggermente più incoraggianti in lettura e in scienze: il nostro paese ottiene il 31° posto per competenze in Scienze, con 494 punti, migliorando il 35° piazzamento del 2009 , mentre in Lettura, gli alunni italiano ottengono il 26° posto, tre posti al di sopra del 2009
Sul piano dell’impegno, dunque, l’analisi descrive la matematica come la bestia nera con uno studente su due pronto a bigiare l’ora: un’abitudine che ha pochi uguali negli altri paesi indagati. E ciò, anche se i ragazzi si dicono felici di stare a scuola, ma solo il 32% dice di trovarvi le cose ideali contro il 61% della media Ocse.
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