“Arcisate Stabio, ancora due anni e mezzo di lavori”
Incontro in regione per risolvere il problema economico, ma quali saranno i tempi di costruzione? Secondo alcuni parlamentari, Rfi avrebbe indicato un cronoprogramma di 30 mesi
La ferrovia non riparte ma almeno qualche cosa si è mosso. Questa mattina, a Varese, i sindaci della valle ceresio hanno partecipato a un breve incontro in videoconferenza con Milano, con l’assessore regionale Maurizio Del Tenno. La buona notizia è che la Ics, ditta che ha in carico l’appalto, ha realizzato le opere di mantenimento che aveva promesso, tra cui l’asfaltatura di via Vela a Induno Olona, e la realizzazione di un passaggio pedonale tra Induno e Arcisate. «Sulle piccole opere siamo soddisfatti – afferma il sindaco Maria Angela Bianchi – per la ferrovia invece la situazione è per ora invariata». L’incontro di oggi, in corso, serve anche per trovare un accordo tra Rfi e Ics sugli aspetti economici. Il problema più grosso rimane quello di sempre: come smaltire le terre da scavo? L’utilizzo della cava Rainer di Viggiù rimane l’ipotesi più probabile, ma rimangono altri aspetti da chiarire.
(foto, il ponte ferroviario nella valle della Bevera)
CHE COS’E’ L’ARCISATE STABIO
La cattiva notizia è però quella nota da giorni. Nessuno lo dice ufficialmente ma la ferrovia Arcisate Stabio non sarà pronta per l’expo del 2015, a meno che intervenga un miracolo. Gli svizzeri li avevano annunciato già lo scorso 31 ottobre. I tempi di realizzazione, quelli veri, erano già stati preventivati, il 18 ottobre scorso, da Rfi durante un incontro con i parlamentari del Pd: 30 mesi, ovvero due anni e mezzo. A partire dal momento in cui ricominceranno. Che cosa si può fare subito?
In teoria si potrebbe partire con la costruzione del viadotto della Bevera, che non prevede la produzione di terra all’arsenico estratta dalle rocce. Ma per quanto riguarda invece la soluzione al problema dello stoccaggio delle terre da scavo, si parla di giugno. Questo è quanto risulta all’onorevole Maria Chiara Gadda, e al consigliere comunale di Arcisate Fabio Zagari, entrambi presenti a quell’incontro a Milano con Rfi. E’ chiaro quindi, che a fronte di questa tempististica, tutto vada riorganizzato, a cominciare da quanto hanno già fatto gli svizzeri, annunciando pochi giorni fa un potenziamento delle corse ferroviarie via Chiasso su Milano, per far raggiungere agli elvetici il sito dell’expo 2015 di Rho da una via alternativa.
COME VIVE LA GENTE INTRAPPOLATA NEL CANTIERE (articolo e video)
Questo non vuole dire che la ferrovia tra Lugano e Malpensa non sarà completata. Anzi, se la data del primo aprile 2015 appare oggi irrealistica e anche Rfi avrebbe indicato ufficiosamente come data più probabile il 2017, c’è chi spera che almeno si possa finire per il 2016. Secondo Flavio Nossa delle Cgil di Varese, infatti, una possibilità di accelerare i tempi: «Il sindacato è disponibile a un accordo – afferma – che preveda l’apertura del cantiere a ciclo continuo, cioè tutti i giorni dell’anno. Questo permetterebbe di arrivare almeno al 2016, ma non abbiamo notizie in merito».
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