Clark-De Nicolao, playmaker al potere

I due registi decisivi, il primo con i canestri il secondo con la difesa. Mei neutralizza Kaukenas e sostituisce bene un Banks fuori giri

SCEKIC 6,5 – Certe volte lo guardi e ti chiedi come faccia a sbagliare certi tiri, o a chiudere con due soli rimbalzi all’attivo. Però nel finale in campo c’è lui, a completare un’opera costruita dall’intera squadra. Solidità contro l’acerbo Cervi.

SAKOTA 7,5 – Mette il punto esclamativo in fondo alla frase scritta dalla Cimberio, con quelle due triple sganciate dalla sua mano che sa essere dolcissima. Prima va e viene dalla panchina, in una prova complessivamente positiva.

RUSH 5,5 – Prova, ma non sempre riesce, a rallentare l’impatto di White cui rende chili, classe e centimetri. Guizzi utili ma senza continuità, anche se dà ugualmente un contributo.

CLARK 8
– Ventidue punti arrivati quando conta fare canestro, e soprattutto quando capisce di poter cercare e trovare gloria anche nel cuore dell’area grazie al suo baricentro basso. Questa volta però fa anche il playmaker a tutto tondo, con cinque assist veri recapitati nelle mani dei suoi lunghi. E in difesa, almeno, prova a piegare le ginocchia.

BANKS 4 –
Buon per tutti che il clamoroso passaggio a vuoto, zero punti con 0/5 dal campo coincida con la serata di grazia di tutti i suoi compagni. Non ci capisce nulla, e la vecchia volpe Bell lo finisce nell’una e nell’altra metà campo.

DE NICOLAO 8
– La Cimberio a trazione posteriore va quando innesta la “marcia DeNik”: il play veneto è positivo nel primo passaggio sul parquet ma diventa decisivo nell’ultimo quarto, quando frantuma la regia di Cinciarini, recuperando palloni fondamentali e trovando anche laf via del canestro.

MEI 7 – Si infila – metaforicamente – nei pantaloncini del mostro sacro Kaukenas e quasi lo annulla con una difesa da stopper calcistico vecchio stampo. Non ha paura né delle sportellate né del carisma del rivale, e quando ha una tripla pulita dall’angolo la esplode a segno.

HASSELL 7
– Volenteroso come al solito, concreto molto più del solito, fin dai primi minuti quando fa capire a Brunner di non volergli regalare nulla. Certo, il pivot rivale approfitta della sua difficoltà difensiva, certo alcune palle perse di pura goffaggine pesano sulla sua partita, però Frank torna pure a fare il Tank, ed è solido anche nel momento peggiore per la serata di Varese, a inizio terzo periodo.

ERE 6
– Gli diamo la sufficienza un po’ per stima, un po’ perché combina le poche cose buone della sua partita nel bel mezzo della rimonta finale (un recupero, un contropiede, un paio di rimbalzi). Insomma si sveglia in tempo, dopo aver bofonchiato a lungo, all’inseguimento di White e soci, e dopo aver sbagliato di tutto al tiro.

POLONARA 6,5
– Se i protagonisti della vittoria sono altri, Achille merita comunque considerazione perché sa dare un contributo onesto senza mai uscire dal seminato. E poi fa anche i due canestri più belli della partita: un tap-in schiacciato su errore di Banks, e una palombella velenosa sulla testa di Silins che pensava di averlo chiuso per bene.

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Pubblicato il 18 Gennaio 2014
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