I senzatetto in ospedale e il dormitorio

Un uomo che viveva nei sotterranei dell'ospedale è stato trovato morto, ma il dormitorio attivato dal Comune rimane chiuso, anche per mancanza di "domanda"

A Gallarate una persona senza casa muore nei sotterranei dell’ospedale, ma contemporaneamente c’è un "ricovero d’emergenza" per l’inverno che rimane vuoto. Un paradosso, quello emerso negli ultumi giorni, di fronte alla morte del 36enne trovato morto (per cause naturali, ma probabilmente non per freddo) nei sotterranei dell’ospedale: a Gallarate un dormitorio, anche se solo per i momenti più freddi dell’inverno, esiste. In questi giorni è però chiuso, anche per mancanza – per così dire – di "domanda". «Si attiva – spiega l’assessore ai servizi sociali Margherita Silvestrini – quando le associazioni e le agenzie presenti sul territorio segnalano che le persone che dormono su sistemazioni precarie possono correre dei rischi». Tra le realtà che contribuiscono a tenere sotto controllo la situazioni ci sono le Caritas, la mensa per persone in difficoltà di Corso Italia, la Croce Rossa con i suoi servizi di prossimità, il Comune stesso, Exodus e altre associazioni e comunità straniere. Fino ad oggi, però, il freddo non aveva spinto i senzatetto a lasciare le sistemazioni precarie usate durante l’anno: «Ad oggi abbiamo ricevuto una segnalazione, ma abbiamo risposto attivando un’altra struttura per risolvere il problema», aggiunge Silvestrini. Il dormitorio è attivato quando ci sono più persone, anche perché coinvolge molti volontari, compresi quelli che portano le persone in difficoltà con pullmini dal centro a via Degli Aceri, estrema periferia della città.
Resta un ultimo aspetto: «Di solito, tra le persone che si sono rivolte al ricovero, non ci sono quelli che dormono in ospedale», che preferiscono le sistemazioni nei corridoi sotterranei. Quanti sono gli "invisibili" nei sotterranei? «Secondo la direzione dell’ospedale, sarebbero 2-3 persone».

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Pubblicato il 24 Gennaio 2014
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