I “Vividirossi” di Vanetti alla Torre Colombera
Le opere pittoriche saranno esposte dal 12 gennaio al 2 febbraio
E’ questa la terza e ultima tappa di un progetto espositivo itinerante. Inaugurata la scorsa estate a Siracusa nell’ambito della IV edizione di “Tragodìa”, la kermesse artistica, teatrale e culturale organizzata in concomitanza con il XLIX° ciclo di Spettacoli classici dall’associazione “l’Arco e la Fonte”, con il patrocinio della Fondazione INDA, dell’Assessorato provinciale ai Beni culturali e del Comune di Siracusa è stata trasferita, in autunno al Palazzetto dell’Arte di Foggia. Alla Torre Colombera verranno esposte una trentina di opere di vari formati, realizzate con tecniche miste ( prevalentemente carte, colle,sabbie, acrilico e olio su tela) tra il 2012 e il 2013 , inserite in un allestimento curato dall’artista Jano Sicura.
Nel testo critico “Una discesa nei rossi” , sul catalogo pubblicato da Nomos Edizioni di Busto Arsizio , il filosofo Giuseppe Fornari illustra il rapporto privilegiato che si instaura tra un artista e il “suo” colore, in quanto “nessun colore si è fatto osservare spontaneamente, ma si è imposto come accadimento che colora di sé il mondo”. Nel caso di Vanetti è il rosso, colore arcaico e originario, primordiale simbolo del sangue, ad aver esercitato un potente fascino. Nella sua opera, il rosso – oscillante tra la rievocazione nostalgica della bellezza e la manifestazione del mostruoso, dell’orrore, racchiuso nel suo passato – si lega al problema della forma, della sua genesi storica e psicologica, del momento in cui dall’indistinto sorge un distinto, una figura, un paesaggio.
“Si avverte – scrive Fornari – una grande nostalgia della Bellezza, insieme alla consapevolezza che questa Bellezza l’uomo contemporaneo la deve riguadagnare con un atto di consapevolezza storica, che non si nasconde le origini da cui questa Bellezza proviene, e non per cancellarla, bensì per renderla vera. Un’ansia di verità che rende i Rossi di Vanetti una testimonianza di autentica vocazione pittorica, di volontà di rinascita dell’arte dei colori dai colori della sua storia”. Diversamente dall’uso di spettacolarizzazione dell’orrore corporeo che certa arte contemporanea fa del rosso, conclude Fornari “i Rossi di Annibale Vanetti ci testimoniano l’esistenza e la resistenza della dignità artistica, e di una dignità umana duramente guadagnata sul terreno storico di un’arte non meno antica dell’uomo, in cui l’umano possa riflettersi e guardare a se stesso”.
Inaugurazione domenica 12 gennaio 2014 alle ore 17
performance Paesaggi Sonori a cura del vibrafonista Donato Scolese
ORARI – martedì – giovedì -sabato dalle ore 16,00 alle 18,00
domenica dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 19,00
ingresso libero
Domenica 2 febbraio in occasione del Finissage, alle ore 17.00
RUBRUM – brani scelti da Alessandro Maggi
voce recitante Antonio Zanoletti
suoni a cura di Donato Scolese al vibrafono
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