“Il progetto per aiutare chi perde la casa c’è già, ma è stato ignorato”
Dopo le dichiarazioni dell’assessore ai servizi sociali la neonata associazione Comunità Famigliare puntualizza che “il progetto per mettere a disposizione case e letti liberi a chi ne ha bisogno lo abbiamo presentato all’amministrazione settimane fa, ma siamo stati ignorati"
«Non hanno capito che serve mobilitarsi, che c’è molto da fare e non basta fare un semplice appello ai cittadini». E’ con queste parole che il "padre" di Comunità Famigliare, Massimo Crespi, risponde all’appello lanciato pochi giorni fa dall’assessore Mario Cislaghi riguardo all’emergenza sfratti in città. «Non servirà a niente -continua Crespi- occorre un tavolo per studiare la cosa, aperto a chi voglia partecipare e far partire una macchina nuova, ma efficace» e che sia in grado di coinvolgere altre associazioni attive sul territorio.
Lavoro che, sulla carta, la comunità nata per dare aiuto alle famiglie ha già preparato. A fine gennaio «lo abbiamo invitato all’assessore all’urbanistica (Giampiero Reguzzoni, ndr) ma non abbiamo ricevuto risposta» e così dopo le recenti dichiarazioni la stessa e-mail è stata inoltrata anche all’assessore Cislaghi «sperando che "copino" anche i nostri dettagli».
Il documento preparato prevede che possano essere messi a disposizioni non solo appartamenti ma anche stanze o singoli letti «per situazioni di vera emergenza, purché temporanea» e che il tutto abbia il cappello della pubblica amministrazione che garantisca e copra le piccole spese «come il lavaggio di lenzuola o coperte». Ciò che deve essere chiarò però è che non servono agevolazioni o incentivi ma «solo gratuità per chi sta sulla strada senza reddito sufficiente neanche per la spesa».
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