Expo, Maroni annuncia il masterplan per il dopo

Uno stadio ma anche un centro di ricerca sull'alimentazione sull'area dell'esposizione universale: "Facciamo un protocollo di Milano"

 "Che cosa fare dopo Expo? Siamo molto interessati a questo e ci siamo già mossi. Infatti c’è già un progetto per il dopo Expo su cui stiamo lavorando, con una serie di iniziative già intraprese ed è già stato pubblicato un bando, che scade il 17 marzo, per vedere se c’è qualcuno interessato alla realizzazione di uno stadio in quell’area. Entro la fine di marzo o l’inizio di aprile la società proprietaria dei terreni, la società Arexpo, si riunirà per redigere il masterplan
e decidere cosa fare su quell’area". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo, questo pomeriggio, alla tavola rotonda organizzata nella sede del Corriere della Sera sul tema di Expo 2015 dal titolo: ‘Milano città dell’Expo, com’è e come sarà’.

Rassicurazioni sui cantieri attuali e sulle grandi opere le ha ottenute ancora questa mattina dal governo:"Ho voluto fare il punto della situazione su Expo 2015 con il nuovo Governo, che ha dei segnali di continuità con il precedente, come la conferma a ministro per le Infrastrutture di Maurizio Lupi o la conferma della delega su Expo a Maurizio Martina, ma ha anche dei ministri nuovi".

CRONOPROGRAMMA PER DOPO EXPO – "Abbiamo già dei tempi previsti: entro il 30 giugno 2016 la piastra di Expo sarà svuotata, tranne quei padiglioni che resteranno, come il padiglione Italia, e quindi – ha sottolineato il presidente – dal primo luglio 2016 ci si potrà lavorare. E’ chiaro che tutti vogliamo che quell’area non resti un terreno abbandonato. La mia personale opinione è che lì, tra le altre cose, si possa fare una cittadella dello sport con delle infrastrutture che possano servire a Milano e a tutto il Nord della Lombardia. Ma l’area è così vasta, parliamo di un milione di metri quadrati, che c’è spazio per altro. C’è una proposta della Camera di commercio di realizzare nel Padiglione Italia delle strutture per la ricerca e l’innovazione e su questo sono assolutamente d’accordo. Anche questa è una sfida: fare in modo che il dopo-Expo sia un successo". 

"Vogliamo lasciare un’eredità importante per il dopo-Expo sui contenuti e sonod’accordo con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, quando tempo fa ha parlato di un lascito simile a quello del Protocollo di Kyoto sull’ambiente. Ecco, vogliamo lasciare una sorta di ‘Protocollo di Milano’ sull’alimentazione, sugli stili di vita, su un’educazione all’alimentazione e un capitolo fondamentale di questo protocollo dovrà essere quello della lotta alla contraffazione

alimentare". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo, questo pomeriggio, alla tavola rotonda organizzata nella sede del Corriere della Sera sul tema di Expo 2015 dal titolo: ‘Milano città dell’Expo, com’è e come sarà’.

UNIRE FORZE – "Noi come Regione Lombardia – ha ricordato Maroni – abbiamo redatto un documento per la lotta alla contraffazione alimentare, che rappresenta un danno enorme per il settore agroalimentare italiano e per la Lombardia è un danno ancora più grave, perché siamo la prima regione agricola d’Italia e questo documento vogliamo che venga sottoscritto dal maggior numero dei Paesi che aderiranno a Expo". "Finora abbiamo già ricevuto due adesioni importantissime, quella della Catalogna e della Francia – ha concluso il presidente -. Quindi siamo già a tre Paesi che uniranno le proprie forze, per convincere l’Unione europea e il Parlamento europeo a mettere regole precise e stringanti per il contrasto alla contraffazione alimentare".

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Pubblicato il 03 Marzo 2014
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