Fondi Nasko e Cresco, proposti i 5 anni di residenza per accedere
L'assessore regionale alla famiglia ha presentato i dati in commissione sui due strumenti adottati contro l'interruzione di gravidanza ma annunica restrizioni all'accesso alzando l'asticella degli anni di residenza
L’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato ha illustrato oggi in Commissione Sanità i dati relativi al monitoraggio sugli esiti della sperimentazione Nasko e Cresco, gli strumenti adottati dalla Giunta per contrastare l’interruzione volontaria della gravidanza per motivi di indigenza e per sostenere il post-partum. Nel corso dell’incontro sono state illustrate anche le proposte per le modalità operative di presa in carico, le proposte per i criteri di accesso alle misure Nasko e Cresco e i criteri di ripartizione delle risorse.
Le ipotesi, che dovranno poi essere condivise dal Consiglio e per cui l’assessore ha dato disponibilità a nuovi incontri in Commissione, prevedono l’innalzamento della soglia di residenza a 5 anni, soglia Isee a 7.700 euro, 15.000 euro per le donne sole in gravidanza (solo per i fondi Nasko), importo massimo di 3000 euro per Nasko e 1800 euro per Cresco. Fino al 2013 i requisiti prevedevano l’autocertificazione di residenza in Lombardia da almeno un anno, Isee uguale o inferiore a 12000 euro e un documento rilasciato dal medico di fiducia o del consultorio relativo al colloquio sulla volontà di interrompere la gravidanza.
L’assessore ha evidenziato la “necessità di incrementare il finanziamento a valere sulle due misure”. Al termine della relazione hanno preso la parola per esprimere valutazioni e formulare richieste di chiarimenti i consiglieri di NCD, PD, M5S, Maroni Presidente e il Presidente della Commissione (Lega Nord).
Domani, in occasione della seduta del Consiglio regionale, sarà in discussione una mozioni sull’argomento.
BENEFICIARIE
Nel periodo 2010-2013 il 71% delle beneficiarie del fondo Nasko erano di origine straniera, il 29% italiane. Nel 2013 l’82% delle beneficiarie del fondo Cresco era di nazionalità straniera, il 18% italiana. Dal 2009 al 2012 l’interruzione volontaria di gravidanza è scensa dell’11% a livello nazionale, del 13% a livello lombardo. Delle donne italiane che hanno scelto di non proseguire con la gravidanza nel 2011, il 57,4% era nubile, il 48,5% con licenza superiore, il 62,4% aveva un lavoro. Tra le donne straniere, il 49,9% era coniugato, il 48,9% aveva la licenza media, il 44,7% aveva un lavoro.
STANZIAMENTI
Regione Lombardia ha stanziato 1 milione di euro nel 2010, 5 milioni nel 2011, 9 milioni nel 2012, 5 milioni nel 2013, mentre per il 2014, 2015 e 2016 sono stimati “in via prudenziale con riserva di ulteriori finanziamenti” rispettivamente 4,2 milioni di euro, 4 milioni e 4 milioni.
Nel 2013 1.252 cittadini hanno beneficiato dei fondo Nasko, 4269 del fondo Cresco.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.