“L’ultima fermata”, venerdì in rosa alla Sala Consiliare
L'appuntamento del ciclo Marzo in rosa propone uno spettacolo che ha come protagoniste Mara e Olga, due donne, due mondi femminili diversi
Tecneke presenta venerdì sera a Casorate Sempione lo spettacolo "L’ultima fermata" di Aquilino, con Michela Criscuolo, Monica Ergotti, Alba Galbusera; regia di Benedetta Bonacina. Appuntamento alla Sala Consiliare di via De Amicis, venerdì 14 marzo alle ore 21; appuntamento inserito nel ciclo "Marzo in rosa".
Mara e Olga. Due donne, due mondi opposti. Unico elemento di contatto è la percezione di essere cadute entrambe in una dimensione irreale, isolata nel tempo e nello spazio. Mara reagisce con un alternarsi concitato di emozioni; percorre uno spazio sconosciuto, incapace di individuare la geometria di riferimenti necessari per ricostruire i confini di un’esistenza accettabile. Olga ha congelato le proprie emozioni per non esserne travolta; accetta la situazione come ha dovuto accettare il proprio destino, creando il vuoto di una vita non percepita. Il terzo personaggio, un’ombra, si muove come alter ego di Olga, incarnando attraverso il codice dell’espressività corporea il mondo affettivo che la donna ha soffocato.
Mentre il resto del mondo scorre via dietro uno schermo che non si può attraversare, ciascuna scopre la propria identità in un doppio percorso a spirale: dentro di sé e verso le altre. Fino a trovare uno spazio interiore comune da cui partire per incamminarsi insieme oltre l’ultima fermata, e ancora oltre.
I TEMI
Siamo a una fermata d’autobus, ma l’autobus non si ferma; l’ultima fermata dovrebbe essere il capolinea, ma qui è una tappa da cui ripartire; alla fermata si incontrano due donne, Mara e Olga, ma i personaggi in scena sono tre. I piani prospettici si intersecano in un percorso fluido ma non lineare, sulla traccia di molteplici temi.
La solitudine. Per Olga è l’ultimo rifugio in cui tentare di dimenticare sé stessa; per Mara è un brutto sogno che disorienta e trascina verso l’inesplorato. Entrambe donne, sono vittime di un mondo che non ha dato scampo: l’identità è mutilata.
La violenza della guerra. È l’annientamento fisico, affettivo, psicologico cui sono soggette le popolazioni civili, soprattutto le donne, spesso vittime di ulteriori violenze quando sopravvivono nella condizione di profughe.
La sofferenza femminile. Non solo quella che grida dai titoli dei giornali e gronda sangue, ma una sofferenza più mimetica e sfuggente che si nasconde nelle pieghe di vite apparentemente tranquille. Mara recita nella vita un ruolo stereotipato, Olga per non recitare più, preferisce non vivere. Il confine tra realtà e sogno, tra vita e ricordi si confonde in una dimensione in cui svanisce anche la percezione di sé. Ma in questo luogo di penombra, le due donne si guardano: ciascuna sposta lo sguardo da sé e si volge verso l’altra. Questa capacità di uscire dai confini del proprio vissuto, di gettare un ponte verso l’esterno cambia la prospettiva, apre alla visuale di un altrove verso cui avviarsi con serenità e con coraggio.
Non c’è una meta che illumini la strada, la meta è il viaggio: il viaggio come metafora di una vita che non cerca significati o logiche superiori, ma trova in sé la propria giustificazione.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.