Educare e crescere, un incontro per parlare dei padri

Il 10 aprile 2014 alle ore 21.00 l’appuntamento è con Osvaldo Poli alla Liuc per l’ultimo appuntamento della lunga rassegna dedicata all'educazione

Quarto e ultimo appuntamento per il ciclo di incontri “Educare a crescere”, un percorso iniziato l’anno scorso e pensato per fornire ai genitori e agli educatori un sostegno nell’affrontare il difficile percorso della crescita e dell’educazione dei ragazzi soprattutto nel periodo adolescenziale. Questo ciclo, tengo a precisare, non è un’iniziativa a spot, ma è parte integrante di un progetto educativo più ampio e articolato ed è inserito all’interno del piano per il diritto allo studio. Un percorso educativo che vuole tenere conto della persona in ogni sua accezione e che si struttura per così dire, “dal nido all’università”, attraverso una serie di iniziative pensate appositamente per ogni fascia di età e per ogni tipo di esigenza della famiglia.

Nelle precedenti edizioni ed incontri abbiamo avuto ospiti del calibro di Gustavo Pietropolli Charmet, Alba Marcoli, Silvia Vegetti Finzi, Anna Oliverio Ferraris, Alberto Pellai e Osvaldo Poli. Sarà proprio Osvaldo Poli, che torna a Castellanza per la seconda volta ad accompagnarci in questo nuovo incontro dal titolo “Come ama un padre. La differenza di stile educativo maschile e femminile”. Appare urgente oggi ritrovare le ragioni per apprezzare la sensibilità maschile nell’educazione dei figli, riscoprendo l’utilità e la bellezza del modo paterno di porsi in relazione con essi. Mentre il codice materno, che ispira profondamente il sentire femminile tende a proteggere il figlio dal dolore, dai fallimenti e dalle fatiche della vita, il codice paterno tende a incoraggiarlo ad accettarle e a superarle, a non nascondersi, a non evitarle, a non averne paura. L’amore del padre chiede al figlio di rinunciare coraggiosamente agli aspetti più immaturi della sua personalità, “sacrificando” l’indolenza, le piccole furbizie e gli espedienti , il preferire sempre la via più comoda, alla tendenza a fare solo ciò che è piacevole, facile, ad avere una scusa sempre pronta. Lo incoraggia chiedendogli qualcosa di spiacevole ma che lo rende migliore, che lo fa diventare grande psicologicamente e moralmente, rinunciando alla pretesa di far diventare vero solo ciò che gli piace e giusto ciò che gli conviene.
Il modo di amare maschile è difficile da capire e da apprezzare proprio perchè non è disgiunto dal dolore. Il segno del padre è la ferita.

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Pubblicato il 08 Aprile 2014
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