E i 4mila franchi per tutti? La Svizzera decide

Si può fare? I cittadini elvetici voteranno il 18 maggio. Il referendum potrebbe avere forti ripercussioni anche sui lavoratori italiani e le nostre imprese

In Svizzera il 18 maggio gli elettori sono chiamati a esprimersi su un salario minimo da 3.270 euro. Si tratta di 4mila franchi, 22 franchi l’ora. L’iniziativa è stata proposta dall’unione dei sindacati, Socialisti e Verdi.
Si tratta del salario minimo "più alto" del mondo. Il fronte del no paventa rischi per l’occupazione, e sostiene che in Canton Ticino le imprese italiane che avevano trovato rifugio dalla tasse italiane potrebbero tornare indietro, inoltre i salari troppo alti potrebbero portare anche altre imprese ad andare all’Est. In Svizzera tuttavia solo 40% delle categorie professionali ha un contratto collettivo ed è anche per questo che i sindacati vorrebbero garantire a tutti gli stessi livelli salariali. I sindacati affermano che 300mila persone su 4 milioni di lavoratori, in svizzera, hanno salari troppo basi.
Secondo sondaggi recenti, il 64% degli elvetici voterà no al referendum.

RIPERCUSSIONI SUI FRONTALIERI
Il problema si ripercuote sui frontalieri. Le imprese del Canton Ticino in teoria non hanno interesse a fissare un salario minimo, perché il cantone ha storicamente un vantaggio competitivo legato ai salari più bassi rispetto agli altri cantoni. Tuttavia, questo vantaggio è anche ottenuto grazie a una serie di condizioni come ad esempio le imprese italiane che trasferiscono a Stabio la produzione ma utilizzano ancora salari italiani. Questo punto, se da un lato è accettato dagli imprenditori, fa infuriare invece i sindacati. Inoltre, la presenza di frontalieri italiani disposti ad accettare salari più bassi nelle imprese elvetiche ha creato una forte ostilità verso gli italiani, e a febbraio il 68% dei ticinesi ha votato a favore di una stretta sui permessi di lavoro agli stranieri. I frontalieri spesso accettano lavori da 2mila o 2mila e 200 franchi, o addirittura 1.300 euro al mese se si tratta di imprese italiane trasferitesi in Svizzera. Si tratta di stipendi che agli svizzeri non bastano.
Il referendum quindi ha, secondo i sindacati, la funzione anche di non creare più guerre tra lavoratori, e potrebbe persino evitare che l’astio verso i frontalieri continui in futuro.  

DA SAPERE

1. L’iniziativa popolare sui salari minimi è stata depositata dall’Unione sindacale svizzera nel 2012, munita di 112’301 firme valide.  

2. Chiede da un lato che la Confederazione e i Cantoni proteggano i salari in Svizzera e promuovano i salari minimi nei contratti collettivi di lavoro. D’altro lato, esige l’introduzione di un salario minimo nazionale legale di 22 franchi all’ora, pari grosso modo a 4000 franchi al mese (3270 EURO)

3. Il governo e la maggioranza del parlamento, composta dei partiti di destra e di centro, raccomandano di respingerla.  

4. Per essere approvata, nella votazione del 18 maggio 2014 deve ottenere la doppia maggioranza di sì: dei votanti e dei cantoni.

5. La domanda che figura sulla scheda Volete accettare l’iniziativa popolare «Per la protezione di salari equi (Iniziativa sui salari minimi)»?

6. Raccomandazione Il Consiglio nazionale ha respinto l’iniziativa con 137 voti contro 56 e 2 astensioni, il Consiglio degli Stati con 29 voti contro 12 senza astensioni.

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 16 Maggio 2014
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.