Le inchieste non fermeranno Expo
I commissari generali della Ue per Expo 2015 si sono riuniti alle Ville Ponti. Diana Bracco: «Avanti tutta». Preoccupazione del commissario Wilkinson per il clima della campagna elettorale contrario alla manifestazione
«Expo avanti tutta. Sarà un’Expo ricca e capace di catturare l’attenzione dei visitatori» dice Diana Bracco, presidente di Expo 2015, di fronte ai commissari generali della Ue, riuniti alle Ville Ponti di Varese su iniziativa del Jrc di Ispra. Non saranno dunque le inchieste e a quanto pare neppure il maltempo a ostacolare l’Esposizione. «Abbiamo avuto un inverno con 60 giorni di pioggia e il fango fino alle ginocchia, ma ce la faremo» precisa la presidente Bracco.
Al momento su 52 padiglioni totali sono arrivati 40 progetti, 7 cantieri sono già stati avviati, mentre 77 Paesi saranno ospitati nei cluster predisposti dall’organizzazione. Il termine di consegna è per il 31 dicembre ma i vertici di Expo dicono di essere in anticipo e sperano anche in qualche semplificazione.
Anche Benedetto della Vedova, sottosegretario agli Esteri, ha ribadito la determinazione dell’esecutivo: «Il Governo sarà più forte di qualsiasi tentativo di rallentare o scoraggiare il nostro impegno per Expo. E la nomina di Cantone va in questa direzione».
Per Vladimir Sucha, direttore generale del Centro di ricerca comune (Jrc), l’esposizione universale è un’opportunità unica per l’Unione Europea perché permetterà di condividere la sua visione sulle tematiche più attuali con i rappresentanti di 147 paesi e di diverse organizzazioni internazionali. Sucha ha anche manifestato una seria preoccupazione sui casi di corruzione degli appalti per Expo che si va ad aggiungere a quella di David Wilkinson, commissario Ue, sull’esito elettorale. «Siamo un po’ preoccupati che ci sia una reazione contraria a Expo – dice -. Ma se non facessimo l’esposizione il mondo perderebbe un’occasione unica per vincere la sfida della fame nel mondo, quindi mi auguro che tutto proceda. Noi avremo un padiglione proprio di fronte a quello italiano per far capire al pubblico l’importanza dell’Unione Europea, il più grande donatore di aiuti al mondo».
A fare gli onori di casa il presidente della Camera di Commercio di Varese che nel suo intervento, oltre a sottolineare il ruolo strategico di Malpensa e gli sforzi fatti dalle istituzioni, in primis dall’ente camerale, per cogliere questa grande opportunità, si è trovato in perfetta sintonia con il presidente Bracco. «Expo non è di Varese, né della Lombardia – ha detto Scapolan – ma dell’Italia intera».
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