Una passione per le barriere architettoniche
Una cittadina elenca i problemi ancora presenti in comune per chi ha una disabilità. Qui trovate le proposte delle quattro liste al voto
Il grado di sviluppo e attenzione ai cittadini inizia da piccoli gesti, che in alcuni casi significa cambiare la qualità della vita. Un esempio concreto sono le barriere architettoniche, ovvero tutti quei piccoli, o enormi, ostacoli che non permettono di muoversi in sicurezza e libertà a diversi cittadini.
Su questo tema, all’interno del gruppo Facebook è intervenuta Micaela Battaini scrivendo che “non occorre solo censire, occorre abbattere le barriere architettoniche. Spostare il posteggio per disabili in piazza Galvanigi a Gazzada, fare qualcosa per le scale dell’ufficio postale di Schianno. In municipio l’ingresso è troppo in pendenza e una carrozzina fa fatica a salire. Inoltre manca il cordone sullo scalone centrale. All’Asl poi non si può aspettare 35 minuti per avere una carrozzina. In stazione gli ascensori e i montascale ancora non funzionano”. Un elenco concreto che potrà mettere subito alla prova chi governerà dopo il 25 maggio. Intanto però cosa dicono le liste su questi temi?
Punto a capo è la più scarna e anche contraddittoria. A pagina uno del programma testualmente dice: “Ricominciamo ad offrire servizi qualificati a supporto degli anziani non autosufficienti e delle persone disabili per favorirne il mantenimento a domicilio”. Letteralmente viene da pensare che quindi i disabili vanno lasciti nelle loro case.
Per i Democratici e indipendenti si tratta solo di “eliminare ogni barriera architettonica pubblica o privata”.
La Lega e gli indipendenti dedicano un lungo paragrafo al tema delle persone diversamente abili. Si legge: “L’obiettivo principale è di migliorare la qualità della vita di tutti i disabili, tanto da poter favorire, ogni qualvolta possibile, la vita indipendente e la piena partecipazione alla società. Alcune delle nostre indicazioni principali: abbattimento delle barriere architettoniche; finanziamento o supporto a progetti, a vario livello, miranti alla formazione e all’integrazione dei soggetti disabili, nell’ottica dello sviluppo di ogni potenzialità per la vita indipendente, come ad esempio esperienza di residenzialità attiva tramite sostegno accompagnamento di nuclei familiari di riferimento”. Un pezzo di programma ripreso pari pari dalle linee programmatiche del comune di Clusone, ma intanto è un impegno che la lista si prende con i cittadini.
Democrazia partecipata dedica anch’essa un paragrafo alle persone con disabilità. Si dice: “Priorità verrà data al censimento delle residue (mica tanto verrebbe da dire, leggendo Micaela, ndr) barriere architettoniche e alla pianificazione della loro rimozione. In collaborazione con associazioni del territorio verrà data ugualmente priorità al potenziamento della formazione e inserimento lavorativo”.
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